Il lago più piccolo del mondo ghiacciato mi da il buongiorno

Sali e scendi, scendi e sali: solo certi ostacoli naturali mi fanno desistere ma non è detto che prima o poi il porta motosega previsto da Umberto finisca a completare la mia MULTIUSO (sarebbe anche un signor alibi per le guardie forestali “volontariato, certo, manutenzione sentieri volontario. Perché non si può?”)


Faggi e betulle, che poi l’ha detto e scritto Mauro Corona che le betulle son vanesie. Lo saranno pure però il saluto con le dita a “V” tipico dei motociclisti lo sanno fare!

Penso per un attimo al caos della vita quotidiana e alla quiete di questi boschi. Grazie alla silenziosità dello scarico riesco a sentire il fruscio delle foglie sotto i copertoni. È un gran bell’habitat l’habitat della mia MULTIUSO

E procedo placidamente, avendo cura di non lasciare alcuna traccia del mio passaggio, non serve. Sotto coppia la motoretta rampa che è un piacere, non serve farla urlare per sentire i battiti perfettamente allineati a quelli del mio cuore sollevato e inebriato e così i miei pensieri si fanno più fluidi, lenti e chiari. È come percorre il sentiero dei pensieri.

Che è ben altra cosa rispetto ai binari della quotidianità che toglie lucidità e dignità alla nostra unica e irripetibile esistenza che corre lungo i binari della gioia e del dolore lasciando ad ognuno la sapienza di dosare questi due ingredienti e le loro influenze

Sento spesso in settimana il bosco chiamare me e la MULTIUSO

Oggi sento la MULTIUSO rispondere sia al bosco che a me, suo predestinato cavaliere

Ed oggi ho incontrato diversa gente, applicando ad ogni incontro quello che sto elaborando come il mio modo di fare moto alpinismo per quietare la mia coscienza e le mie inclinazioni da amante della natura. La prima regola è liberare il passaggio e lasciarlo il più possibile fruibile al prossimo, poi spegnere il motore (tanto quando si è a fare un giro-in-giro mica si sta a guardare il quadrante dell’orologio), quindi nel caso di incontri con trekker, ciclisti o gente a cavallo chiedere scusa per la propria presenza. Così mi è successo di incontrare una bella famigliola composta da un padre capo fila di corsa, due figli in muontainbike e infine la madre anch’essa di corsa. Ebbene, applicato il mio codice succede che è il padre a salutarmi per primo ringraziandomi per aver ceduto loro il passo. Ne sono felice, non mi sarei mai perdonato di aver disturbato anche solo un istante a quella bellissima famiglia all’aria aperta.
Dopo un po’ ho incontrato un signore in giro per i boschi, anche lui senza seguire un sentiero preciso o una traccia ma solo il suo istinto di vagabondaggio per boschi. Era in compagnia di una splendida Jack Russel che mi ha riempito di feste. Giunto anche il suo proprietario ci siamo confrontati per qualche minuto circa il piacere dell’avventura grande o piccola che sia. Durante la chiacchierata ho chiesto lui scusa per il mio essere in moto in posti tanto belli ricevendo in risposta “non t’avevo nemmeno sentito, più in là invece c’è un gran frastuono di taglia boschi”. In ultimo, e lì proprio non avrei dovuto esserci io in moto, ho incontrato una manipolo di vecchi alpini impegnati in una passeggiata. Avendoli scorti da abbastanza lontano ho immediatamente spento e ho cercato di spostare il più possibile la mia MULTIUSO per rendere loro il meno invasiva possibile la mia presenza su quello stretto sentiero. Quando me li sono trovati a pochi passi li ho salutati con sincero affetto e sono stato ricambiato da qualcuno di loro (erano in sei o sette) ma ho capito dagli sguardi di più di uno che non ero molto gradito. Tanto da indurmi nuovamente a chiedere scusa per la mia presenza e questo mio outing ha spinto il più aperto del gruppo a dirmi di non preoccuparmi che aveva molto apprezzato il fatto che avessi immediatamente spento il motore e che dalle mie parole aveva inteso che non ero da quelle parti solo per fare “fuoristrada da spaccone” (testuale). Ho trovato così il coraggio di sfidarli dicendogli che non avrebbero trovato nemmeno una sola traccia del mio passaggio dato che stavano proseguendo nella direzione da cui arrivavo io. Allora prende parola un altro del gruppo e mi dice “da come parli e da quello che dici non ne ho dubbi. Confidenza per confidenza sappi che stamattina alla Cappella XYZ c’erano quelli della Forestale”. Uomo avvisato mezzo salvato, è bastato modificare il giro-in-giro per evitare problemi. Grandi alpini!
Chiudo con un omaggio carnevalesco: ditemi se vi piace il mio travestimento….


Alla prossima
