Eccovi i lresoconto di http://motoalpinismo.forumup.it/viewtop ... oalpinismo, sperando di vedere qualche motortripper alla prossima edizione.

Sole. Calore. Luce d'agosto, anche se siamo ancora negli ultimi scampoli di un luglio bollente. Da stare in bermuda, canotta ed infradito sorseggiando un moijto ghiacciato.
Invece una quindicina di uomini, con pesanti e caldissimi stivali di cuoio ai piedi, tute sintetiche multicolori, sudorifere protezioni sparse per tutto il corpo, bivaccano nella asfittica ombra davanti alle vetrine di Area Moto, il negozio di abbigliamento ed accessori moto di Giorgio; dietro a loro, moto da enduro di tutti i tipi, vecchie e nuove, racing o dual sport, 2 tempi o 4 tempi, quasi tutte con la loro filante silhouette violentata da borse, zaini, valigie legate alla meno peggio su codoni e fianchetti; ma cosa li ha radunati lì?
IWTF SCOUT, ossia I Want To Finish Scout, un marchio una garanzia, certezza di emozioni alla guida della propria enduro, e non solo in sella, ma anche nel contorno pre e post giro.
Parco Chiuso Area Moto Zanè.
La novità proposta dal MC Thiene, insita nella parola scout, partorita dalla fervida fantasia del Faga e del sottoscritto, prevedeva per questa manifestazione un ritorno alle origini dell'andare in moto in fuoristrada: meno fuoristrada estremo, hard, trialere che dir si voglia, più esplorazione del territorio, andare da A a B in piena autonomia ma non solo; a differenza della IWTF invernale, all'arrivo non ci sarebbe stata l'accogliente prospettiva di un confortevole albergo, ma un campo dove piantare la propria tenda. Bello guidare il proprio 450 racing leggeri come libellule, vogliamo vedervi come ve la cavate con decine di kg fra tende, sacchi a pelo, ecc. sospesi sul posteriore! Per non essere troppo cattivi, visto che era l'edizione zero, ci siamo appoggiati ad un malga, per avere il rancio serale,nulla più.
Ho scritto edizione zero: era il primo esperimento, l'abbiamo lanciata in fretta e furia, inizialmente solo per i soci del MC, poi aperta a tutti, ma senza troppo spingere le iscrizioni, volevamo essere ne pochi ne troppi, giusto per prendere le misure.
SCOUT, quindi, ma tale filosofia non prevede solo il campeggio, ma anche l'orientamento, la navigazione.
Relax.
Perchè il Paparazzo è così perplesso?
Forse per il casco scelto dal Frasca? Modello troppo glamour per un giro scout!
In quanto tracciatore del percorso, io spingevo per un giro senza guide: dividere i partecipanti in gruppetti di 2-3 persone, dare loro a scelta mappa cartacea con percorso segnato, o per i più tecnologici la traccia GPS, e via liberi di perdersi nelle foreste del vicentino! Purtroppo, forse per i tempi ridotti, forse per la scarsa attitudine al rallysmo dei soci del MC, questo aspetto della manifestazione non ha avuto sviluppo, ed abbiamo ripiegato sul classico giro con guida in testa, il sottoscritto; anzi, 2 giri, perché il Presidente del MC, Matteo Hurrycane, si faceva carico di guidare un giro ultra soft dedicato a bicilindriche stradali o chiunque alle prime armi in off.
SI VA?
Tra un pizzetta ed un calice di bianco (siamo o non siamo i profeti del glamour enduro?) il buffet pre partenza si trascina per tutta la mattina, con la disperazione del povero Giuliano46, giunto da Trento ad ore antelucane: povero Giuliano! C'è da dire che il caldo atroce di fine luglio non invoglia certo a mettersi il casco e partire.
Ad aprire le danze è il Presidente, con la sua Beamer GS100 livrea “calabrone”; solo 2 parrochiani per lui, ed alquanto inconsueti: il “Griffato”, con KTM 450 extra-accessoriata, assolutamente da non rovinare facendo enduro (!!!), ed il Quaddista, appunto alla guida di un quad (e nessuno può darci dei razzisti, quindi!)
Il Presidente parte alla dakariana, issandosi sul cilindro per salire in sella, sotto lo sguardo ammirato di Giuliano46.
La più ammirata, sempre: una ex moto di Franco Picco
Il Griffato.
K vs TM.
Spronati dall'esempio del Presidente, anche noi partiamo, 12 moto, dal K300 alla Husqvarna Terra, passando per le classiche XR400 e TT350.
Polverose sterrate e guadi in secca ci conducono verso le arse colline; tutti in secca meno uno, ed il Faga non perde l'occasione per farsi una seduta di fanghi: è sempre lui il più glamour!
l'unico guado ancora acquoso.
Pitstop bagagli.
lo stile innanzitutto, anche nell'infangarsi.
Il ritmo è andante con brio, mi piace, ma il Maestro stecca; prima ci fa fermare per sistemare il carico ballonzolante, poi ha l'ardire di forare: siamo magnanimi, gli ripariamo la gomma.
Viabilità campesttre.
L'immancabile foratura.
1 lavora, 10 cazzeggiano.
A seguire altro greto in secca da percorrere per mezzo km, sassi grossi come meloni, e Giuliano prudentemente sceglie la variante asfalto. Finalmente siamo sulle colline, ma la temperatura è sempre da savana africana, solo l'ombra da un minimo di refrigerio; sterrate, carrarecce, sentieri da boscaioli, qualche sfilacciamento del gruppo presto recuperato, contradaioli che si incazzano al passaggio delle moto (su strada pubblica!), bimbi che si esaltano e salutano: usuali cartoline di un giro in off.
Single track per Giuliano e Capoz.
La bisnonna dell'800 e l'erede del 2000.
Una precisazione: la moto in questione è veramente una ex di Franco Picco, usata dal pilotone vicentino alla Dakar argentina; ora è del nostro amico PiccoDeiPoveri, ma non fraintendete, i “poveri” siamo noi, che non ci possiamo permettere la presenza del vero Picco, ma solo della sua moto: già qualcosa!
I più scalmanati mordono il freno, il Paparazzo mi soffia sulla schiena (il bastardo non dorme in tenda, partecipa solo al sabato, per cui viaggia scarico), mando lui, Il Frasca e qualche baldo giovine a fare una variante hard in quel di Priabona.
Un ulteriore sfilacciamento del gruppo ci da il tempo per un ennesimo intervento sulla moto del Maestro, il freno posteriore era stato montato male durante la riparazione camera: Luigi, hai rotto!
Si va in pausa, in una contrada disabitata, di cui riusciamo a prosciugare la asfittica fontana, giuro! Dopo un po' il getto sparisce, senza un perché! Gavettoni e panini, toraci al vento ed ascelle putrefatte, sudore a cascate, il leit motiv di questa gita.
Brunch in contrada.
Sbracamento.
Gavettoni.
Sbracamento 2.
Ne approfitto per un po' di foto sugli stili di carico;
Il Maestro: “stile profugo”, un malloppo di sacchi legati sulla sella;
Giuliano: stile “me ne frego del baricentro”, una ordinatissima piramide maya di sacchi stagni a tubo sospesi sulla ruota posteriore;
Faga: idem come Giuliano, ma con meno roba;
SuperHank detto Alves: stile “culo basso”, borse laterali morbide sostenute da intelaiatura “home made”, con gli oggetti di peso elevato, e sulla sella solo stuoino e poco altro;
Frasca, Pietra Porosa, amico del Pietra, Meneghello, Cappozzo: stile “uomini duri”, zaini enormi sulle spalle, il mal di schiena ci fa un baffo! Veramente notevole lo zaino del Pietra, un cimelio da naja alpina, probabilmente foderato in marmo.
La Sola: stile “minimal” zainetto sulla schiena, ma come può starci una tenda? Dormirà all'addiaccio, vestito da moto?
Paparazzo e PiccoDeiPoveri: stile “dormo a casa”, quindi niente bagagli, i bastardoni!
Il Maestro: “stile profugo”.
Pietra Porosa: stile “uomini duri”.
Giuliano: stile “me ne frego del baricentro”.
SuperHank: stile “culo basso”.
SECESSSIONE
Il gruppo si scinde; Paparazzo, Frasca, Pietra Porosa, l'amico di Pietra, Meneghello, vanno al seguito del Paparazzo per una mulattiera impestata, che finisce dritta dritta in gelateria; non è un mulattiera, ma un torrente di pietre nere da discendere, in più ci sono diversi alberi caduti: una goduria per chi, come Frasca e Pietra, ha enormi zaini sulle spalle! Contenti loro …
I rimanenti 7 procedono per l'itinerario stabilito, un labirinto di stradine fra antiche contrade, per ritrovarci tutti alla gelateria. Ci schiantiamo tutti sulle panche, gelati, frappè, macedonie si sprecano, in un pomeriggio i gelatai hanno fatto la stagione.
Paesaggi.
È dura ripartire, ma alla fine ce la facciamo; gli estremisti vanno per la loro strada, fatta di sentieri per caproni, noialtri si va ancora per colline, sentieri, attraversando boschetti e contrade, bordeggiando campi e capitelli agresti; entrando in una contrada i bimbi si esaltano, il primo che vede la moto in testa esclama “la moto!”, ed il secondo, vedendo le altre, “ma è una gara”!!!!: emozioni impagabili.
Giuliano alle prese con un albero caduto.
Finalmente la temperatura molla un po' la presa, anche perché ci stiamo finalmente alzando di quota, e guidiamo nelle ombrose faggete di mezza montagna; le fontane delle contrade rimangono comunque il nostro obiettivo fisso, non una sfugge alla nostra sitibonda gola!
Fontane: la nostra salvezza!
Giuliano.
PiccoDeiPoveri e Gian, Ufficiale TM.
Gian e Capoz.
Faga.
Riordino in contrada.
Quando scolliniamo nei pascoli in quota, vacche nei campi e pic nic sparsi, capiamo che il giro è alla conclusione; pochi km e siamo a Malga Morando, dove gli estremisti sono ovviamente già con le gambe sotto al tavolo e la birra in mano.
C'è chi sale e c'è chi scende.
Divieto ai Tir: che la dakariana sia inclusa?
Foto di gruppo.
SERATA SCOUT
Un aspetto della scout non avevo sottolineato: non ci si lava! O meglio, non ci sono i servizi; quindi ci si arrangia come si può. Il Paparazzo, millantando la presenza di un limpido laghetto alpino dove porta sempre il suo cane a fare il bagno (!!) conduce un giro esplorativo alla ricerca del suddetto lago, seguito da altra gente non ancora stufa di moto; dopo un po' rientrano, e del laghetto non si parla più; qualcuno scrocca il lavandino della malga, qualche altro va di salviette, il Maestro si immerge nella vasca abbeveratoio delle vacche,la stessa acqua un cui, il giorno dopo, il malgaro laverà la coperta per fare il formaggio! Se non è biologico questo … tutti gli effluvi del Maestro nella prossima infornata di formaggi, agghiacciante!
Paparazzo?s lake, con tanto di gomma salvagente pronta all'uso: tutti i servizi, incredibile!
Arriva il Presidente con i suoi, hanno fatto un girone mitico, una classica veneta, attraversato tutta la parte occidentale dell'altopiano dei 7 comuni, e poi Luserna, Lavarone, Folgaria, le Laste, Posina, l'alta Valleogra fino a Recoaro e malga Morando: bravi.
Gaston Rahier all'arrivo sul lago Rosa, Dakar.
Griffato e Quaddista.
Arrivano anche Robydoc da Verona, il motobrucoendurista globetrotter, solo per partecipare alla cena, chapeau, e Giorgio Area Moto; chiusa la bottega ha inforcato il K e ci ha raggiunti, oltretutto portando una tenda a 3 piani con bagno e jacuzzi, per se, Sola ed il Griffato; hai capito i 2 furbi, anche il portatore d'acqua avevano, spero solo che Giorgio si sia fatto pagare profumatamente!
Si piantano le tende in tutta la conca, ripescando antiche manualità apprese da piccoli nei campeggi estivi dei boyscout e della parrocchia, poi la “sciura” della malga ci chiama a raccolta, il rancio è pronto.
La Malga.]
Accampamento sotto il Cervino.
Accampamento al Sassolungo.
Accampamento sotto le 3 Cime di Lavaredo.
Possiamo affermare senza ombra di dubbio di aver cenato meglio che al Ritz: ragù fatto in malga, una selezione di formaggi e salumi commovente, un vinello bianco dissetante che scorreva come acqua, polenta “brustolà”, sottaceti, torta casalinga e correzioni a iosa. Ed ultimo ma non ultimo, il solito one-man-show del Presidente: una premiazione ai più meritevoli, o meno, l'occasione di prendere per il culo la gente consegnando gli avanzi di officina, corone sdentate, statori bruciati, ammennicoli vari, pure vera finta sabbia del deserto, dedicata non al pilota ma alla ex-moto di Franco Picco.
Mangiatoia.
Pietra Porosa, più fatica più si diverte!
Eccole qui, le 3 Parche del MC Thiene; nella mitologia le 3 Parche, Cloto, Lachesi ed Atropo, rispettivamente una filava il filo della vita, la seconda ne stabiliva destino e durata, e la terza, inesorabile, lo tagliava. Al pubblico l'assegnazione dei ruoli.
Il Ras di Sun Village non poteva mancare alla premiazione.
Vera finta sabbia del deserto dell'Astego per la vera moto del finto Picco.
Un premio anche a Quaddista, contro tutti i razzismi verso i quad!
Ora 01.00 A.M.,discussione sui massimi sistemi, aiutati da svariate pinte di birra.
E poi ancora chiacchiere davanti ad una birra, sotto un firmamento di stelle sconosciuto in città, con l'ombra lunga delle montagne illuminate dalla luna calante. E non mancano i siparietti maliziosi, con una signora della malga che si offre di passare in tenda, od il passaggio notturno di infaticabili camminatrici in pedule ed Alpenstock che ingrifano il Faga!
A qualcuno, ossia i soliti, non è ancora passato il prurito al polso destro, e non si fanno scappare 'occasione della notturna; a che ora abbiano finito, non è dato saperlo, ma si narra di telefonate ai dormienti verso le 3 del mattino.
DOMENICA
Alba.
A fine serata ci hanno abbandonato Paparazzo, PiccoDeiPoveri e il Quaddista; Robydoc torna a casa per i fatti suoi, ma ci raggiunge all'alba l'amico Martinofix; con lui, e l'aggiunta del Presidente e del Griffato, siamo sempre in 15 moto, anzi no, 14 il Frasca ci saluta e torna a casa pure lui.
Per il ritorno non erano previsti 2 percorsi, e nemmeno un giro specifico, si sarebbe andati un po' a braccio, con sempre il sottoscritto a guidare.
Diciamo la verità: eravamo tutti un po' svaccati, il caldo, la fatica del giorno prima, le libagioni … poca la voglia di andare in moto.
Parco chiuso malga Morando.
Colazione da campioni per il MC Thiene
Scorci.
Comunque sia ci muoviamo, a casa dobbiamo ritornare. Scendiamo in valle per alcune sterrate facili, ingombre però di camminatori, il caldo sahariano ha spinto tutti, ma proprio tutti, a cercare refrigerio nei monti. Ad un raggruppamento in seguito al primo sfilacciamento del gruppo, si decide di cambiare zona con un trasferimento di 9 km in asfalto; parto in quarta e, rintronato dal caldo, salgo, salgo, salgo, fino al bivio sterrato. Aspetto, aspetto, aspetto, ma nessuno arriva, per una eternità; telefono, telefono, telefono, ma nessuno risponde; scendo fino al punto precedente, e non trovo nessuno; chiedo a passanti e contadini, e mi dicono che il gruppo di moto è passato nella mia stessa direzione: ma dove cazzo si sono infilati?
Si era detto di andare verso il Forte Maso, e là mi dirigo, da solo, una decina di km sicuri; non incrocio nessuno, hanno troppo vantaggio, ammesso che siano transitati di qui; ma, quando arrivo nel piazzale del forte, me li trovo tutti schierati per la foto di gruppo; cosa hanno combinato?
Non vedendomi in nessun bivio (bastava salire ancora un po') , Giuliano ha preso il comando e li ha trascinati su una mulattiera che iniziava più a valle della sterrata che pensavo io; per quello scendendo non li ho visti, erano già entrati nel bosco! In qualche modo sono riusciti a salire, e non era facile per il Presidente con il suo BMW gommato stradale, e quindi dirigersi verso il forte Maso.
Gran finale.
È mezzogiorno, doveroso panino e birra al forte, poi si decide di dare il rompete le righe; inutile trascinarsi stancamente per sterrati verso la pianura, c'è gente che deve tornare a Padova, o comunque ha altri impegni; Giuliano va verso il passo e scende in Trentino, gli altri si scende in statale e ci si sgrana man mano verso casa, salutandosi in sella. Conclusione un po' sottotono forse, ma il caldo oppressivo era troppo, per endurare ancora.
Esperimento riuscito, la IWTF SCOUT edition zero è stata un successo, una formula da sviluppare ulteriormente che sicuramente darà soddisfazioni e divertimento in moto.
Ciao
Alves