con aderenza minima... da "strada a fuoristrada" in un attimo.
Quindi, dato che da queste parti si è fatta attendere parecchio, decido di uscire
appena possibile. Ieri giornata stupenda + prole con tosse, quindi finite le
commissioni del mattino mi vesto ed esco. Sarò da solo, pazienza: l'importante
sarà tornare entro il tramonto senza cadute.
La mia alpetta si sveglia con un po' di fatica, ma dopo pochi km di riscaldamento
tira fuori tutta la grinta...95... 100... 110... 115... ??? deve essere contenta per
la gita!
Faccio rifornimento veloce, mi rivesto ed arrivo al paesino da cui parte la strada
che voglio percorrere fino in cima. Qui in bassa Val Susa non c'è praticamente
neve e sono le 13, ma il sole è appena scomparso dietro il monte e la
temperatura si abbasserà (siamo a 5°C). Sgonfio le gomme e via.

I primi 5km sono puliti, solo qualche pozzanghera. Dopo l'ultima borgata si
arriva alla strada asfaltata non pulita, ed i primi 100 metri sono un'inferno. E'
pieno di tracce di copertoni, neve compressa che di notte ghiaccia, su cui non
c'è proprio aderenza. Salgo sgambettando, cerco di stare in mezzo dove la neve
è più morbida e mi dà un minimo di trazione.
Dopo tre tornanti così comincio a divertirmi. Mi frega il freddo: le dita mi fanno
male per il freddo, mi fermo e me le scaldo vicino alla marmitta, lasciando i
guanti sopra per riscaldarsi un po'. Siamo a 0°C...


Vado avanti, la strada coperta di neve è uno spasso. Guido senza frizione, la
seconda è un ricordo, è come essere sempre in derapata controllata. Non serve
la velocità, ma bisogna tenere l'anteriore sempre sulla neve fresca ed evitare
quella più compressa, ogni cambio di direzione improvviso rischia di provocare
un'imbarcata ed una caduta. Ma per il momento va bene.
Mi fermo regolarmente a sghiacciare le mani ogni 2km circa...


Sopra i 1000mt fa ancora più freddo, ma il panorama diventa uno spettacolo...
ne valeva la pena... ma per far la foto devo togliere i guanti e le dita ritornano
ad essere ghiaccioli... via via via...

Mi fermo nei pressi di un casolare perchè il freddo stimola. Guardo per terra:
solo impronte di animali, che io non so identificare. Sarà che mi stanno
aspettando dentro al casolare? Sarà che se faccio pipì questi mi sentono e
vengono a conoscermi? Mah...

Ad ogni modo continuo a salire per non perdere il ritmo. Sono quasi le 15,
comincio a sentire freddo anche ai piedi, ma l'asfalto sotto la neve finisce e
guidare diventa davvero un divertimento. Sempre in prima, ma mi posso
permettere qualche allungo divertente. Nei tornanti girare la moto è uno spasso,
qualche colpetto di gas e la direzione è quella giusta.

Devo fermarmi per il freddo. Sono quasi in cima, ci saranno -5°C e non ho
ancora fatto pranzo. Mi fermo, mangio il panino come se avessi 16 anni, faccio le
ultime foto e risalgo in sella. Voglio raggiungere la cima ed il sole, ma dopo 5
minuti di silenzio assoluto (bellissimo... non sentire più nemmeno un rumore...
succede solo quando nevica!) riaccendere l'alpetta diventa effettivamente
inquinamento acustico! Però devo muovermi... riprendo la strada ...


Al primo tornante la ruota davanti invece di affondare tranquilla cade nella neve
con un piccolo "crack"... fa ancora più freddo di prima e non ho molto tempo.
Decido di scendere, per questa volta mi accontento, ripromettendomi di arrivare
a vedere il sole alla prossima uscita.
La discesa è più facile, non c'è il problema della trazione e senza esagerare con
la velocità si fila via benissimo. Il freddo aumenta, comincio a vedere qualche
lastra di ghiaccio... rifletto sul fatto che la discesa mi sembra psicologicamente
più dura della salita. Non mi sono reso conto di quanto sono salito... la valle non
arriva mai!
Intorno alle 16 sono giù in paese, pausa caffè, gonfiaggio gomme e via verso
casa. L'alpetta torna a ruggire... la temperatura è comunque più accettabile
anche se sotto casa vedrò -2°C...
Rientro per le 17. Prole che si sveglia dopo la nanna del pomeriggio, una doccia
calda, uno spuntino. L'ultima neve dell'anno me la sono goduta!
