Qui comincia l'avventura del piccoletto della pianura:

...ovvero l'estremo sud-est dell'altopiano delle fate.
Una cinquina di ore in giro ad esplorare, alla ricerca di posti magici, di vette in bassa quota mai viste, di sterrate e sentieri nuovi, cercando di stare alla larga dai dischi non volanti, notati anche in luoghi dove prima non c'erano...
L'inizio promette bene, un contadino mi indica che il sentiero si puo' fare e arriva dall'altra parte della strada...... ma bene, si parte col facile e scaldiamo la moto...

Trovo un bivio e lascio la principale attratto dalla strettoia

E avanti, avanti, comincia ad allargarsi

A volte il sentiero sembra sparire

...e mi guardo indietro per non smarrirmi

Arrivo ad un casolare, probabilmente abitazione di qualche goblin

...e tuttintorno non c'e' verso di proseguire... ma dove mi voleva far andare il vecchietto? Torno indietro da un'altra parte che probabilmente si ricongiungeva col bivio, ma per scappare all'eventuale goblin decido di cambiare traiettoria, buttandomi sul verde

Tutta un'altra musica, tutto un altro profumo, tutta un'altra poesia...

Su verso la vetta, verso la quercia incantata!!

Forse non sembra una quercia ma dipende dal fatto che e' incantata...
Da li' discendo fino alla strada ma sono costretto a passare di lato ad un fildiferro... ho forse sbagliato strada?
Ormai poco importa, cambio zona, vado su un percorso noto, fatto centinaia di migliaia di volte (piu' o meno eh?!) con l'altra moto, ma stavolta andando piu' piano noto un passaggio alternativo e finalmente oltre a me si diverte pure Yuni (la moto)

Per cautela sposto un po' il masso...


... e continuo

Il sentiero diventa poi facile

... fino ad una discesina che mi riporta sulla sterrata principale

...da cui cambio completamente zona

.. entrando in un bosco dove sento dei rumori strani...
Prima di impaurirmi mi rendo conto che continuo a sbattere il casco contro i rami finche' mi ritrovo con la moto incastrata in salita e torno indietro per andare da un'altra parte.
Stavolta inbocco una stradina infangata (puo' mai mancare?)

... che comincia ad instrettirsi (parola nuova?)

... diventando un po' ardua...

Scendo subito dalla moto e pochi passi piu' avanti capisco che non ce faccio dopo l'incurvarsi a destra,... ci sono tre scalini in diagonale da fare saltando con le ruote da un masso all'altro (e' che sono da solo senno' ce la farei senz'altro... una sciocchezza...), altrimenti mettendo la ruota nel solco farebbe sbattere le pedane sui massi...
Faccio qualche altro passo per accorgermi che non si va da nessuna parte... e ti pareva!!
Torno indietro pensando che magari al contrario serebbe stato molto piu' fattibile, anzi, diciamo meno pericoloso per un solitario...
(nella foto i dislivelli tra un masso e l'altro non si vedono)

A quel punto vado ad un appuntamento con una scorciatoia che avevo in mente, molto bella sia all'occhio che alla guida

... purtroppo piu' avanti diventa fin troppo facile, dai ciottoli in forte salita si passa ad una salitina di mattonelle, speriamo non ci abbiano messo la cera per pavimenti...

Fine anche di quella zona, altro asfalto di routine e si va altrove, e cambiano i colori

... per arrivare ad un'altra mini-vetta che conclude l'esplorazione

La prossima volta venite anche voi, senno' vi perdete tutto il bello... (la fatica della ricerca....)