Dopo i lavori di deforestazione "selvaggia", ecco quel che rimane. Che dire del paesaggio stravolto e martoriato?
Qualcuno ci ha pensato? Del sentiero con tanto di cartelli che attraversava il bosco non rimane alcuna traccia; raso
al suolo. Lo sterrato è un vero disastro. E la carrareccia, i prati, i colli? Non dico che il bosco non debba essere
produttivo e fonte di reddito - è giusto che sia così - ma mi chiedo perché così poca attenzione a ciò che di bello
abbiamo e ci circonda. Tutto questo non è ricchezza, ricchezza di tutti?
Non si poteva sfoltire il bosco in maniera intelligente rispettando anche un paesaggio che non tornerà più?
Viaggiando osservo, considero e penso anche a quando veniamo additati, noi enduristi e motoescursionisti amanti
delle due ruote tassellate, di rovinare strade e sentieri e l'ecosistema tutto intero. Noi che cerchiamo di vivere la
nostra passione in simbiosi e nel rispetto della natura.
Altri invece parlano di natura e di ambiente, ma agiscono con disamore.
Ultimamente un turista - chiamiamolo così - in questo stesso posto, mi disse che io di lì non potevo e non dovevo
*passare. Che rovinavo la strada, l'ambiente, disturbavo gli animali. Purtroppo, quanto a questo "disastro" sotto ai
suoi occhi niente.
È questo "niente" in lui che mi ha colpito, questo vuoto della coscienza. Lui, così inutile e superfluo tra questi monti,
lui e la sua cecità.
*in realtà il transito ai mezzi motorizzati era consentito per recarsi alla malga monticata!






Tanto per intenderci hanno disboscato appena qui dietro.
