22.11.12 - 22.11.14: due anni d'amore insieme!
O meglio ancora i primi due anni di un amore destinato a sopravviverci!
Ricordo ancora nitidamente quel giovedì 22novembre2012 in cui ritirai la mia MULTIUSO in contemporanea con Vadasi: ogni mia più rosea aspettativa su questa piccola ma tenacissima motoretta impallidirono al momento della prima volta che la guidai. Già nel tragitto da Milano a casa ne intuii il potenziale ma anche in quel caso avevo tarato l'asticella molto più in basso rispetto alle sue effettive doti di arrampicatrice infaticabile. Se cerchi una moto antistress e senza nessun altro limite che non sia la tua fantasia, quel piccolo grande uomo di Umberto ha saputo creare quel che cerchi! Non chiederle prestazioni da smanettone, non pretendere di fare salti doppi ma se vuoi andare lassù dove gli Dei banchettano placidamente trascorrendo ore di nutrimento dell'anima lei è quello che ti serve.
Avvicinandosi la data della lieta ricorrenza contatto Vadasi
"ciao Vadasi, sabato è il 22novembre"
"si lo so ma scordati di fare gli auguri alla MULTIUSO prima di me: tu ti alzi troppo tardi, io a quell'ora le avrò già cantato per il verso giusto e per quello contrario tanti auguri a te in almeno sette lingue diverse"
"questo non credo (da leggersi come Crozza quando imita Razzi), dormirò in garage con lei..."
"inutile, la mia è già in camera da letto"
Ogni mio sforzo di avere la meglio su Vadasi è come al solito vano: le sue ore di volo gli danno un vantaggio d'esperienza non recuperabile nemmeno con i più sofisticati trucchetti o plateali provocazioni
"vabbè falle gli auguri prima di me se vuoi ma per un giro-in-giro celebrativo ci saresti?"
"si"
E così ci lasciamo.
Dopo una trentina di minuti squilla il mio telefono
"non posso"
"ma se m'hai appena detto che..."
"non posso lo stesso m'ero scordato che sabato c'ho delle visite che non posso spostare. Facciamo domenica?"
"certamente"
Passa qualche minuto e squilla di nuovo il telefono
"non posso"
"ma se m'hai appena detto che..."
"non posso, il mio manager (ndr la vulcanica signora Vadasi) mi ha appena ricordato che domenica le avevo promesso di andare non so dove"
"ma almeno mi prenoti il sole?"
"già fatto, sabato avrai il sole"
Uomo di parola il grande Vadasi, non ho ancora capito che tipo di relazione abbia con gli Dei del Sole ma devono essere molto stretti.
Sabato mi sveglio di buon'ora (non in garage ovviamente) e dalla finestra della camera entrano lame di luce che mi fanno da scia di luce sino al garage.
La MULTIUSO, dopo un rapimento da parte degli alieni che me l'hanno tenuta lontana per buona dell'estate (a tempo debito se troverò il tempo ve ne parlerò), mi accoglie in garage con l'aria di una che non stava aspettando altro che vedermi bardato come sono, da giro-in-giro. So che qualcuno ha avuto problemi con la batteria in litio delle primissime produzioni (come la mia) ma non è il mio caso: infilata la chiave, tirata l'aria, aperto il rubinetto della benzina e in men che non si dica sono all'ingresso della mia sala giochi preferita nei pressi di casa.
Qui mi concedo una prima breve sosta per prendere confidenza con il nuovo telefonino (un dannatissimo smart phone, io che stavo così bene con il mio obsoleto blackberry del quale come telefono e macchina fotografica non posso che parlarne bene) per verificarne le doti da macchina fotografica. Segue brioche, cambio dell'acqua al pesce e sono pronto

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Poco tempo fa sono stato a Novegro (http://motoalpinismo.forumup.it/viewtop ... oalpinismo) alla mostra scambio delle moto d'epoca - non c'ero mai stato prima e non chiedetemi perché - e oltre ad esserne rimasto letteralmente folgorato tornai a casa con un voglino di quelli che non dormono mai, un pensiero fisso, quasi una sorta di chiamata e il caso, la fortuna (senza la quale molto del possibile diventa impossibile) e non so quale altra alchimia mi ha concesso di entrare in possesso di una super sexy Suzuki DR400 del'81 e casualmente (?!) trovo questo banner Suzuki anch'esso non di primissimo pelo

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Lei invece è lei ma al tempo ve ne parlerò (dedicata bebeking che da giorni attende una mia risposta sul suo colore: come vedi è al 60%gialla e al 40%bianca... come potevo risponderti senza sembrare daltonico o rimbambito?)

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Come in quasi tutt'Italia, anche dalle mie bande le piogge hanno modificato in maniera più che significativa gli scenari nei pressi vicini e lontani dai corsi d'acqua. Di solito in questa zona non ci sarebbe tanta sabbia...

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Oh finalmente si fa sul serio! Che belli i guai per il gusto di cavarsene d'impiccio, ne fare una specialità olimpica... Essendo da solo procedo con il triplo della cautela quindi prima affrontare questa ripida salita seguendo una traccia che, come il solito, è più nei miei occhi che non reale e preferisco fare una delle mie camminata di sopralluogo per vedere se il gioco vale la candela

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Stabilito che una volta raggiunto il crinale forse una via d'uscita la dovrei trovare, non mi resta che tornare alla moto, estrarre l'alabarda spaziale e tagliare qualche fusto d'albero caduto per semplificarmi la vita...

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L'ottimismo che m'ha portato a sfidare quella cresta non è stato ricompensato: dopo una bella mezz'ora a giocare "all'allegro boscaiolo", un piccolo ed innocuo volo che però avrebbe potuto far testare le doti di volo e atterraggio in un gretto di torrente della motoretta, sono stato costretto a tornare indietro....

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Se prima ho dovuto verificare la salita, ora tocca ad una discesa... Già perché se arrampicarsi richiede cautela e prudenza, comunque permette di tornare indietro ma se sbagli ad imboccare una discesa non è detto che se c'è ne fosse l'esigenza, si riesca a ripercorrerla in salita...

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Dopo quasi tre ore di bosco fitto, pozzanghere lunghe decine di metri, trappole di fango, distese di sabbia, argini di torrenti erosi raggiungo una radura presso la quale mi godo un po' di riposo rimirando lei e la porzione di mondo circostante

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Sono così felice della giornata, dei due anni trascorsi insieme che mi viene quasi quasi da mettermi in ginocchio davanti a lei per giurarle eterno amore (spero che non m'abbia visto nessuno: una cosa è raccontarlo a voi, un'altra essere visto in ginocchio davanti a una moto intento a sussurrarle parole d'amore....)

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Una volta ricompostomi si avvicina l'Uomo Ombra e mi chiede di fargli una foto con la MULTIUSO. Detto, fatto mio caro ed ombroso amico!

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Sulla via di casa l'ultimo ed eclatante effetto delle piogge di questi ultimi mesi... Chissà le madonne del proprietario della cava nell'andare a riprendersi il suo macchinario!

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Chiudo riportandovi uno scambio di sms tra me nei boschi durante questo giro e la famiglia Vadasi:
mio sms "mi raccomando prima di andare a giocare al dottore ricorda di fare una coccola alla tua motoretta da parte mia!"
sms di risposta della signora Vadasi dal cellulare di suo marito "carissimo Dino è ancora a fare il prelievo. Certo che siete fuori cotenna con questa moto: è pure brutta!!!!" - e i pareri sono come i marroni, ognuno ha i suoi!
PS
di recente, cercando info sulla tankerite ho trovato uno che si firma con questa bellissima frase che condivido con piacere con voi: "quattro ruote servono a spostare le persone, due per trasportare l'anima" e sulla MULTIUSO la mia di anima ci sta divinamente!