Di buona mattina imbocco l' A24 per uscire a Campofelice dopo più di un ora di pallosissima autostrada. Le gomme da enduro stradale che monto in questa stagione rendono in ogni caso il viaggio decisamente più fattibile.
Arrivo a destinazione e faccio la prima sosta (oltre quelle già fatte dai benzinai) a prato Agapito o prato Capito come si dice semplicemente a Roma.
Sullo sterrato principale mi trovo di fronte alcune mucche. Una di queste (nella foto sotto) mi fissa sbattendo ripetutamente l' anteriore sinistra a terra. Non parlo la sua lingua ma mi sento decisamente fuori posto..

In ogni caso non avrei proseguito per quella strada, infatti da prato Capito non si riesce a capire dove inizia il parco del Sirente-Velino (non è segnalato). Tantomeno si capisce se con la moto si possa andare, restando sui tracciati ovviamente.
Faccio quindi 100 m di asfalto e nei pressi del "Valico della Chiesola" (1633 m slm) prendo uno sterrato della cui "legalità" sono piuttosto sicuro.


La pista è molto piacevole, quasi pianeggiante passa in mezzo a prati stupendi. Che voglia di buttarmici sopra.. Ma resisto.






Sbuco sulla provinciale e mi dirigo verso gli impianti con ottimi propositi.
Purtroppo alla base di questi regna sovrano un divieto di transito formato famiglia. Inoltre il posto è piuttosto affollato. Decido di fare dietro front e vado a prendere uno sterrato che si trova al di fuori del parco, a pochi km da Casamaina.
Qui venivo in vacanza da piccolo, tornarci da solo in moto fa un certo effetto. Sul percorso che vorrei fare ho raccolto tempo fa delle informazioni sommarie. Andiamo a vedere.
La strada si arrampica piacevolmente in un bosco che a tratti lascia spazio a qualche belvedere




Improvvisamente il bosco finisce, mi ritrovo su uno spiazzo con un fontanile, luogo alquanto suggestivo.


Complice l' altitudine, si riaffaccia il mal d' orecchio che mi ha perseguitato durante le ferie.. Dovevo continuare l'antibiotico? (pensieri di un motoalpinista ipocondriaco....)
Decido di non dare ulteriore soddisfazione all' acciacco momentaneo e continuo a salire.
Accidenti se ne vale la pena



Lo sterrato alterna rettilinei e tornanti, un vero parco giochi anche se un po scivoloso a causa delle mie gomme non proprio idonee




In base alle mie informazioni lo sterrato era di circa 6 o 7 km, ne ho percorsi 10 e sono in mezzo alle montagne. Chissà dove sono finito ma non mi interessa, il posto è stupendo.
L'aria è fresca, ma di alberi neanche l'odore e nel casco comincia a fare caldo, nel giacchetto non ne parliamo. I miei 2l d' acqua stanno finendo in fretta. Continuo ad andare avanti, in alcuni punti le pietraie mi mettono in difficoltà ma continuo ad avanzare. E' incredibile, montagne a perdita d'occhio e in mezzo ci sono solo io e la mia moto. Sbircio col binocolo..nessuno. Stupendo. (PS il binocolo fa parte della mia dotazione standard).



Nella foto sopra (la prima delle tre) si vede uno sterrato in lontananza, una volta sceso giù sono salito per di la e sono giunto ad un fontanile prosciugato (foto sopra, ultima delle tre).
Di li scendo nuovamente nel vallone tramite un' altra discesa. Sono solo e il margine d' errore è davvero minimo. Sto commettendo un imprudenza? Forse si, ma procedo davvero a rilento.

Proseguendo mi avvicino a dei ruderi, mi separa da questi un tratto molto scivoloso di strada. La decisione è ardua, qui si scivola davvero e con queste gomme rischio di non uscirne.
Ebbene si, mi riposo un po', controllo la benzina (sta messa male) e decido di non continuare da solo, almeno non con le "scarpe da ginnastica".
Fatto bene o fatto male?? Boh.. Il mio senso del dovere ha fatto anche lui la sua parte, per lavorare devo stare tutto intero.
In ogni caso mi godo la strada al ritorno, poi passo di nuovo per campofelice, faccio un giro nei dintorni e riprendo l' autostrada per Roma.
Totale 320 Km sul sellino del TT (sconsiglio a tutti).
Alla prossima puntata!