Qui piove da un mese o poco più, ogni fine settimana che speri di fare un giro diluvia.
Decido quindi che, a prescindere dal tempo, sabato mattina si esce. Questo nonostante il fatto che mi sono preso un' infiammazione alla spalla, che ho ordinato un paio di stivali che non arrivano mai, che il TT ha avuto un problema alle luci e fa i capricci al minimo (cose che non erano mai successe prima d'ora).
Quando tutto è avverso, la terapia d'urto è la cosa migliore.
Mantengo la parola, verso le 10 monto a cavallo e imbocco la Roma l' Aquila per uscire a Carsoli. L' idea è quella di un giro che ricalchi inizialmente quello fatto la scorsa volta con la zavorrina ma questa volta più largo, con dei tratti da esplorare.
Sotto un cielo plumbeo imbocco il primo tratto dello sterrato, che conosco già

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In vista della primavera (che ancora non è arrivata) ho montato delle tranquillissime Pirelli MT70 a "fiore". Devo dire che se la cavano bene anche sul fango, meglio delle "scorpion" che scivolano molto anche sui sassolini.


Giungo quindi ad un bivio, prendo la strada sconosciuta.
Avanzo in un paesaggio alla Tex Willer. Da solo tra rocce, fango e piccoli canyon, a farmi compagnia solo il rumore del mono giapponese. A terra molte tracce di "cavalli ferrati", come li chiamerebbe l' eroe dei fumetti.

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La strada che ho imboccato mi piace sempre di più, le numerose curve coprono ogni volta la visuale e la curiosità ti sale ogni 100 metri. Inoltre, rispetto al tracciato più breve, il livello di difficoltà (se di difficoltà si può parlare) è leggermente superiore

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Supero il fabbricato della foto sopra (ecco dove sono finiti i cavalli) e continuo ad avanzare. Il gioco si fa sempre più interessante

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Prima di affrontare il tratto della foto sopra, ho ritenuto opportuno scendere di sella e dare un occhiata al terreno. Dalle tracce dei cavalli è facile capire che i furbi quadrupedi si tengono prima sulla destra (sinistra nella foto sotto) per poi buttarsi a sinistra (dx nella foto sotto)

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Continuo ad avanzare. Questi posti in mappa non sembrano così grandi. Dal vivo riservano sorprese ad ogni curva.

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Continuo per la strada della foto sopra. Trattasi dell' ex confine dello stato pontificio e tutt' ora confine tra il lazio e l' Abruzzo. Come dimostra l' antico cippo. Anche nel basso Lazio, in provincia di Frosinone, i vecchi confini pontifici seguivano il corso di piccoli fossati.

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Quando il fosso è in piena il transito è vietato, quando è secco si considera generalmente come viabilità ordinaria.
Tuttavia le foto che seguono sono del tutto legali. Il transito infatti era concesso in virtù delle autorizzazioni rilasciate per un piccolo raduno di fuoristradisti della zona. Dopodichè bisognerà aspettare l' estate.

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Dopo un altro paio di Kilometri giungo a Camporotondo, ma non mi fermo. Percorro poche centinaia di metri su asfalto per prendere lo sterrato che porta a Capistrello. Trattasi di una stradaccia sporca e ripida. Ho potuto fare poche foto perchè dovevo reggere la moto. Il TT in questi frangenti assume l ' agilità di un cancello
![[Occhiolino] :wink:](./images/smilies/icon_wink.gif)

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Giunto al punto della foto sopra, mi butto letteralmente giù. La moto scivola in un mare di fango e foglie, si incastra e poi scivola ancora ingovernabile. Se scendere è stato difficile, risalire sembra quasi impossibile. Se questo sterrato è cieco sono nella m****a!

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Invece no, le info raccolte sono giuste, proseguo per diversi kilometri

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Giunto a Capistrello sono circa a metà del giro che avevo in mente di fare. Caspita non credevo però che fosse così lungo.
Mi salvano alcune goccie d' acqua, se avevo qualche dubbio mi va via, riprenderò il giro da qui ma ora viaggio verso climi migliori.
Sfreccio (col TT... vabbè si fa per dire) sulla Sora Avezzano per poi imboccare l' autostrada sotto il diluvio universale. Tengo duro fino alla stazione di servizio Colle Tasso (foto sotto) dove devo fare rifornimento.

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Ma ormai pochi km mi separano dalla doccia. Bagnato ma contento me ne torno a casa.