ovvero
PRIMO MOTORADUNO DELLA LEGIONE DEGLI ABRUZZI
ovvero
DOVE OSANO LE MUCCHE
PROLOGO
Domenica mattina, il gran giorno e' arrivato, finalmente la comunita' virtuale del forum diventa per me un po' meno virtuale. Metto sotto ai jeans una calzamaglia (meno male) e le ginocchiere fregate a mio figlio e via. La mattina sembra relativamente mite e decido di affrontare il giro a faccia nuda sotto il casco da trial. Col cavolo, quasi mi caschera' il naso…!
Lascio la Tiburtina per Magliano dei Marsi, proseguo per Forme verso il fianco sud della Magnola avvolto da cupi nuvoloni. Al passo di Fonte Capo La Maina finalmente lascio l'asfalto per una carrareccia che si inerpica verso le nuvole. All'inizio non e' affatto piacevole, dato che ho le gambe intirizzite, ma poi pian piano mi scaldo. Arrivato a mezza costa la strada diventa pianeggiante, e il paesaggio brullo cede il posto al margine superiore del bosco. Toh, c'e' una spruzzata di neve, un battesimo per la mia moto!

Proseguendo la via diventa sempre piu' bella, con il bianco della neve che si alterna al rosso mattone del sottobosco. Sono deliziato, ma decido di non fermarmi a far foto per non giungere in ritardo all'appuntamento con Danilo a Fontavignone. Mi riprometto di farle al ritorno, ma non passero' piu' di li...
Mentalmente percorro la stada asfaltata sottostante, verso S.Iona: il tempo sembra pero' dilatato qui in quota, non si arriva mai... Poi pero' superati i tetti del paese il tempo si contrae all'improvviso ed eccomi ai campi da sci di Ovindoli: che fine hanno fatto quegli interminabili tornanti? Misteri della montagna. Incurante dell'aria pungente lancio l'Alpetta a 100 all'ora verso Rovere e Rocca di Mezzo. A Terranera il viaggio e' interrotto per ben due volte dall'attraversamento di mandrie di mucche: si direbbe che sono entrato nel loro territorio.

Sfrecciando verso Fontavignone intravedo al lato della strada qualcosa di arancione e qualcosa di nero che si sbraccia nella mia direzione: Danilo e la sua fiammante Alp 4 all'imbocco della Ippovia!

L'IPPOVIA
L'ippovia è un lungo ed ampio sentiero con diramazioni varie, che unisce Fontavignone a Secinaro lungo le vallate al confine nord-est dell'Altopiano delle Rocche. Come suggerisce il nome è percorso da mandrie di cavalli, e più ancora di mucche, che si trasferiscono da un prato all'altro.

Questa domenica hanno ospitato anche due bei muletti (a voi dire se sto parlando delle moto o dei loro proprietari).

(muletto tecnico)

(muletto casual)
Danilo mi guida con passo tranquillo, decisamente un compagno ideale per questa escursione.
Lungo l'Ippovia, che già è piacevolissima di per se per gli ampi panorami in cui è immersa, si trovano alcuni gruppetti più o meno estesi di pagliare, antici edifici rurali utilizzati in passato da contadini e pastori durante i pascoli estivi, con il piano superiore usato come abitazione e quello inferiore a stalla.

Ora molti di questi edifici sono restaurati, e negli antichi borghi si iniziano ad intravedere i SUV... Ma il colpo d'occhio resta molto suggestivo.

Ci riproponiamo di tornare altre volte per perlustrare le deliziose vallette che si aprono di frone a noi, all'ombra del Sirente.

Per strada incontriamo gruppi di cavalli e mucche al libero pascolo.
Queste tra cui passo proprio in mezzo sembrano guardarmi con molto interesse.

Realizzo poi che l'interesse non è dovuto a passione per il motoalpinismo ma all'arancione acceso dell'Alp di Danilo che in quel momento sto guidando. Cerco di localizzare quale è il toro e prudentemente mi tolgo di torno...
Prima di Secinaro la strada piega verso sinistra e riscende a valle verso la piana di Navelli.
Torniamo verso l'Aquila lungo un tratto asfaltato allietato dal passaggio tra boschi e paesini medioevali (Tione, Fontecchio, Campana, ...)
Passiamo accanto alle Grotte di Stiffe ed arriviamo a Tursillo, da dove imbocchiamo il lungo sentiero che ci riporterà sull'altopiano.
Finalmente la strada, un ampio sentiero boscoso che sale sul fianco della montagna, si fa un po' piu' impegnativa, non foss'altro che per la lunghezza del tratto e l'alternanza di foglie, pietre e fango. Prendo la testa in costante appoggio sulle pedane, ma mi accorgo che l'Alp 4 mi segue senza sforzo. Anzi Danilo si consente ogni tanto qualche curvetta in stile enduristico.
Qualche chilometro dopo, giusto quando le gambe cominciavono a protestare un po' torniamo sull'asfalto in prossimita' di Fontavignone.

(questa l'ho messa sperando che la Beta mi nomini Trail Division Art Director, o perlomeno mi regali il Kit Extreme... )
Qui ci salutiamo, ringraziandoci reciprocamente per la bellissima mattinata, e ripartiamo in direzioni opposte.
EPILOGO
Di fronte a me le vette di Velino, Magnola e Sirente sono coperte di nuvole sempre piu' cupe. A Rocca di mezzo faccio una digressione per i Piani di Pezza, con un filino di ansia. Verso il passo che mi riporta alla base della Magnola faccio un incontro un po' meno simbolico con la neve. (nulla pero' al confronto di quello che potrei provarci ora...)

A malincuore decido di non tornare per il sentiero dell'andata, per non essere sorpreso da un temporale in quota, e mi becco i tornantoni d'asfalto verso il Fucino, ormai completamente coperto. L'aria s'e' rifatta pungente, ma all'ora di pranzo ancora di piu' mi punge l'odore di carne alla brace che si sprigiona da S.Iona (ci sono posti d'Abruzzo dove la Nouvelle Cuisine stenta incredibilmente ad affermarsi...).
Resisto e tiro dritto fino a casa, dove arrivo strombazzando e facendo evoluzioni nel giardino come un deficiente.
140 Km, col pignone da 13, e non sono ancora entrato in riserva.