Neve, tronchi e ...frizione
Inviato: dom 13 mar, 2011 12:59 pm
Ricevo la telefonata di Pumba: “Ste’, sono in crisi di astinenza, devo fare qualcosa!”
Come non dare un aiuto ad un caro amico?
Il calvario di Pumba inizia il Sabato precedente , quando ritirata la moto dal meccanico pronto per partire per Spoleto si accorge che la moto non ‘prende i giri’ : un pick-up è saltato, occorre smontare nuovamente il motore... tradotto : niente cavalcata e inca##atura ai massimi livelli!
Occorre intervenire al più presto per evitare una ‘crisi d’astinenza enduristica’ di proporzioni bibliche, si decide per un giretto in bassa quota per evitare le abbondanti nevicate della settimana scorsa. Ovviamente un giretto infrasettimanale.


Sapevamo che la neve non sarebbe stato l’unico problema, anche gli alberi caduti ci avrebbero impegnato non poco, quindi ci siamo armati di due buon segacci, uno arancione con la dicitura ‘KTM approved’. E ci sono serviti non poco!



I sentieri si sono rivelati viscidi e .... pieni di ostacoli improvvisi



Alla fine troviamo l’ultima parte di una mulattiera in discesa completamente innevata, rifarla in salita nel caso che il torrente alla fine non fosse guadabile sarebbe stato improponibile; occorreva un volontario che scendesse a piedi per verificare la fattibilità del guado, indovinate a chi è capitato l’onere?
“Dai che tanto ti devi allenare per il NoLimits” ;
“Serve per fare fiato!”
“....STARDIIIII!!!!”



Dopo accurata verifica, con relativa scarpinata, si prosegue ‘sciando’ ognuno con il proprio stile



fin quando Pumba si trova senza frizione: il tubo del comando idraulico perde il liquido dall’attacco sul carter.
Non gli resta che invocare San Gedeone protettore della frizione (= santo che trascorse la sua esistenza tra Magura e Mattinghofen).

Prossimo target: reperire un po’ di DOT4 .
Un benzinaio ci fornisce il prezioso liquido (anche se più tardi scopriamo che la frizione idraulica Magura vuole solo olio minerale: le Kappa devono fare scelte alternative ....!!!!!!!)


Inizia l’intervento a cuore aperto per controllare il tubo e il suo andamento, con relativo spurgo e taglio sull’indice di Pumba con ampio versamento di sangue! Inteviene Betaflo che da brava crocerossina

interviene sulla ferita con mezzi di fortuna : disinfetta col DOT4 e chiude il taglio con nastro isolante!! E reperisce i viveri per la sosta pranzo.
Il giro riprende con una salita condita da diversi scalini e frane varie ma purtroppo accade quello che non avremmo voluto .... il tubo della frizione della Kappa si stacca ... ma dalla parte opposta!
Pumba non dice nulla, ma il suo silenzio è più eloquente di tante inenarrabili imprecazioni ... anche a sfondo mistico.
Non c’è niente da fare, opta per un mesto rientro alla base in solitaria via asfalto.
Ci sono dei momenti in cui un uomo deve restare da solo.... questo è uno di quelli!.
Il nostro giro continua per ritornare alla macchina, ma in off.


Le difficoltà non sono mancate: neve, rami, arbusti in mezzo ai sentieri



ma alla fine i panorami che si aprono improvvisamente ripagano dalle fatiche affrontate.


Ora vorrei telefonare a Pumba , ma ho paura di sentire ancora l’eco delle sue imprecazioni rivolte ad una casa motociclistica austriaca ...... si! Proprio quella!!
Stefano e Florence
Come non dare un aiuto ad un caro amico?
Il calvario di Pumba inizia il Sabato precedente , quando ritirata la moto dal meccanico pronto per partire per Spoleto si accorge che la moto non ‘prende i giri’ : un pick-up è saltato, occorre smontare nuovamente il motore... tradotto : niente cavalcata e inca##atura ai massimi livelli!
Occorre intervenire al più presto per evitare una ‘crisi d’astinenza enduristica’ di proporzioni bibliche, si decide per un giretto in bassa quota per evitare le abbondanti nevicate della settimana scorsa. Ovviamente un giretto infrasettimanale.


Sapevamo che la neve non sarebbe stato l’unico problema, anche gli alberi caduti ci avrebbero impegnato non poco, quindi ci siamo armati di due buon segacci, uno arancione con la dicitura ‘KTM approved’. E ci sono serviti non poco!



I sentieri si sono rivelati viscidi e .... pieni di ostacoli improvvisi



Alla fine troviamo l’ultima parte di una mulattiera in discesa completamente innevata, rifarla in salita nel caso che il torrente alla fine non fosse guadabile sarebbe stato improponibile; occorreva un volontario che scendesse a piedi per verificare la fattibilità del guado, indovinate a chi è capitato l’onere?
“Dai che tanto ti devi allenare per il NoLimits” ;
“Serve per fare fiato!”
“....STARDIIIII!!!!”



Dopo accurata verifica, con relativa scarpinata, si prosegue ‘sciando’ ognuno con il proprio stile



fin quando Pumba si trova senza frizione: il tubo del comando idraulico perde il liquido dall’attacco sul carter.
Non gli resta che invocare San Gedeone protettore della frizione (= santo che trascorse la sua esistenza tra Magura e Mattinghofen).

Prossimo target: reperire un po’ di DOT4 .
Un benzinaio ci fornisce il prezioso liquido (anche se più tardi scopriamo che la frizione idraulica Magura vuole solo olio minerale: le Kappa devono fare scelte alternative ....!!!!!!!)


Inizia l’intervento a cuore aperto per controllare il tubo e il suo andamento, con relativo spurgo e taglio sull’indice di Pumba con ampio versamento di sangue! Inteviene Betaflo che da brava crocerossina

interviene sulla ferita con mezzi di fortuna : disinfetta col DOT4 e chiude il taglio con nastro isolante!! E reperisce i viveri per la sosta pranzo.
Il giro riprende con una salita condita da diversi scalini e frane varie ma purtroppo accade quello che non avremmo voluto .... il tubo della frizione della Kappa si stacca ... ma dalla parte opposta!
Pumba non dice nulla, ma il suo silenzio è più eloquente di tante inenarrabili imprecazioni ... anche a sfondo mistico.
Non c’è niente da fare, opta per un mesto rientro alla base in solitaria via asfalto.
Ci sono dei momenti in cui un uomo deve restare da solo.... questo è uno di quelli!.
Il nostro giro continua per ritornare alla macchina, ma in off.


Le difficoltà non sono mancate: neve, rami, arbusti in mezzo ai sentieri




ma alla fine i panorami che si aprono improvvisamente ripagano dalle fatiche affrontate.


Ora vorrei telefonare a Pumba , ma ho paura di sentire ancora l’eco delle sue imprecazioni rivolte ad una casa motociclistica austriaca ...... si! Proprio quella!!
Stefano e Florence