Tre settimane fa era il primo dell'anno. La giornata era bella ma l'aria pungente dalle mie parti, e non molto il tempo a disposizione.
Mi son detto però che chi va per monti il primo dell'anno va per monti tutto l'anno, e quindi almeno un giretto simbolico e beneaugurante me lo dovevo concedere, ed in questo spirito ve lo racconto, anche se è poca cosa.
Parto a tarda ora, e come al solito sottostimo il freddo nella vestizione. Poco male, a volto scoperto l'aria è a dir poco frizzante e mi toglie i postumi della notte di fine anno.
Punto verso Rosciolo, che poltrisce al tiepido sole nella sua valletta amena (ma come scrivo...!), e da li punto verso il Velino. Prima di imboccare la carrareccia che lo lambisce sul versante sud-ovest faccio una piccola pausa a scaldarmi il naso ed il cuore alla chiesetta di S.Maria in Valle Porclaneta.
Nome a parte, è una piccola gemma pedemontana: sorta su di un tempio precristiano ci offre oggi splendide Madonne ed altre icone di ispirazione bizantina. Non mi sembrava il caso però di entrare con gli stivali infangati, le foto dell'interno ve le mostrerò un'altra volta.

La carrareccia sale lentamente, ma in un susseguirsi di rocce smosse in un paesaggio brullo. Non sarebbe molto piacevole se non fosse per la mole imbiancata che incombe sulla mia destra.
Al passo non posso fare altro che contemplare il primo dei sentieri che punta alla cima, protetto da cartelli di divieto che non lasciano spazio ad interpretazioni. A parte il fatto che più che una mula ci vorrebbe uno stambecco...
Dopo il passo il paesaggio muta bruscamente in bosco, con chiazze di neve e fango tanto per rendere un po' meno simbolico il giretto.
Qui sono all'imbocco di quello che sembra il più intrigante dei sentieri per la cima: dall'imbocco si intravede una stretta gola, in un passaggio più autunnale che invernale. Ma naturalmente non posso che annotarmelo mentalmente per una prossima escursione a piedi.

Continuo la discesa e d'un tratto il sentiero si trasforma in grazioso selciato, con lampioncini e vecchi edifici in parte abbandonati, in parte abitati da gente che, come me, sembra li per caso.
E' Cartore, una specie di borgo fantasma.

Ma già in lontananza si intravede la Valle del Salto, l'anticamera del Lazio, e dopo un po' attraverso l'A24 per prendere la statale che mi riporta a casa, come dire, bello fresco...
Un buon 2008 a tutti (be', siamo ancora a Gennaio...
![[Occhiolino] :wink:](./images/smilies/icon_wink.gif)