Allora mi sono ritrovato spesso a fantasticare su come poter raggiungere Campo Imperatore facendo dei percorsi il più possibile off, cercando di allontanarmi dai vacanzieri (motociclisti e camperisti ormai sono di casa) che buon per loro (e per l'economia della zona) hanno scoperto quei posti meravigliosi e li frequentano in gran numero specie l'estate.
Studiando carte e gironzolando ormai ho messo su un bel percorso, tutto su strade bianche, tutto ampiamente fattibile anche da solo e domenica me lo sono provato con la mia Urban 200.
Il giro originale parte dal lago del salto e arriva a campo Imperatore, è lunghetto, domenica ho provato la metà finale, circa una 50 abbondante di km, quasi tutti in off. Ho dovuto fare solo due deviazioni dal percorso previsto, la prima perchè un gentile signore del posto mi ha voluto avvertire che stavo per andare a cacciarermi su una strada troppo impervia per la Urban (e a quel punto non me la sono sentita di contraddirlo e ho deviato su asfalto), la seconda perchè la ippovia segnata che stavo seguendo tutto ad un tratto diventava da strada bianca a un sentiero appena tracciato e non me la sono sentita di affrontarlo in una domenica di ferragosto, magari era pure praticabile e magari pure legalmente (non c'era alcun cartello), ma se incontravo qualche comitiva avrei fatto comunque una cattiva impressione.
Detto questo ho due punti dolenti da rimarcare, il primo è che ero talmente sopraffatto dal giro che mi sono scordato di fare foto, ne ho fatte solo tre (cliccate per aprirle in grande):
qui poco lontano da l'Aquila, sulla sinistra si iniziano a vedere i massicci della catena del gransasso:


qui arrivato sotto Rocca Calascio.

Il secondo punto negativo è l'autonomia della betina, arrivato a Calascio sono entrato in riserva e chi conosce i posti sa che il primo distributore è a parecchi kilometri, praticamente sono ridisceso a L'Aquila su asfalto in folle, il primo distributore l'ho trovato dopo 30 km...
Per il resto il giro è stato favoloso, i pochi pezzi ostici sono scivolati sotto la Beta senza problemi, niente di trascendentale, ma con la Beta si fa talmente con poca fatica che si macinano km senza accorgersene. La moto poi è piccola e silenziosa, e i camminatori ed i ciclisti che ho incontrato hanno sempre risposto ai saluti senza mai fare smorfie di riprovazione (cosa che con l'enduro, anche andando piano, mi succedeva).
Ora spero di completare il giro con la prima parte (quella che parte dal lago del Salto) e di ripostare il tutto con un bel po di foto in più.
A presto.