Il week-end del 4/5/6 di Luglio, mentre tanti di voi erano al 1° Motortrips incontro, S.pazz/Stefano mi ha organizzato una sorpresa; come dice il titolo, si è trattato di un tour sul Appennino Tosco-umbro-romagnolo in fuoristrada. Diciamo che è stato il regalo del nostro anniversario anticipato!
Come dice Massimo “Polpo” Neriotti, l’Appennini Tour (http://www.appenninitour.it/) organizza giri in fuoristrada su misura, e nel mio caso ci ha proprio azzeccato, anche perché non è cosa semplice accontentare una donna in fuoristrada ... si rischiano tante imprecazioni!.
![[Molto arrabbiato] :evil:](./images/smilies/icon_evil.gif)
Siamo partiti il Venerdì nel tardo pomeriggio con le nostre moto (Beta Alp 200 + Suzuki DRZ400S) caricate sul furgone gentilmente prestato dal nostro benamato meccanico ( grazie ancora Andrea!). Destinazione Anghiari (AR).

Meno di due ore di strada, passando per il passo di Bocca Seriola, ed eccoci arrivati; cene ed alloggio già prenotati.
Il tempo di posare le borse in camera e poi subito a cena con Pietro, la nostra guida nei due giorni fuoristradistici, per fare conoscenza ed per ‘indottrinarci’ su quanto avverrà nei due giorni successivi.
Tutto comincia il Sabato mattina con partenza alle 9.30; dopo aver controllato le moto ( benzina, pressione gomme, ecc), si parte per un sentiero semplice per dare modo alla guida di capire come andiamo; non c’è problema, dopo pochi km, faccio impuntare la moto nel fango e S.pazz deve aiutarmi a tirarla fuori; credo che Pietro abbia capito bene il mio livello.
![[Confuso] :?](./images/smilies/icon_confused.gif)
Per tutta la mattinata si susseguono sentieri, crinali, pietraie e guadi in posti bellissimi.





Per fortuna che con la scusa di fare foto e farci spiegare dove siamo, facciamo alcune soste sia per riposare che per bere (visto il caldo),

certi comunque che Pietro non accusa nessuno di questi problemi, lui vive su un altro pianeta!
![[Scioccato] :shock:](./images/smilies/icon_eek.gif)
Dopo aver attraversato in lungo ed in largo zone incontaminate, eccoci pronti ad accettare la sfida lanciata da Pietro: la “Salita maledetta” (= dolce sentiero che si inerpica con pendenze sempre più decise il tutto condito da stretti tornanti)


E’ stata faticosa anche per Pietro, non per la difficoltà ma per le volte che ha dovuto tirare su’ la Beta; anche S.pazz si è cimentato nella raccolta del DRZ.
Terminata l’impresa, finalmente facciamo la sosta pranzo in una trattoria a Palazzo del Pero (AR). Il pasto è stato ottimo con prezzo d’altri tempi. Dopo un bel primo e una pausa caffè, ripartiamo per il digestivo gentilmente offerto da Pietro,

molto gradito da Stefano.

Dopo circa 70 km di fuoristrada, stanchi ma felici, decidiamo di tornare al nostro alloggio per concederci un bel bagno in piscina.
La sera, si và poi a cena in un bel locale sul passo di Viamaggio, dove ceniamo in compagnia di una bella combriccola (il “clan” dell’A.T.); tutti con l’aspetto di uomini duri ma poi scopriamo che qualcuno di loro non vuole presentarsi al pronto soccorso per una ferita al dito: come mai ?
La serata prosegue con aneddoti su settaggi, carburazione e messe a punto forcelle.
![[Scioccato] :shock:](./images/smilies/icon_eek.gif)
![[Domanda] :?:](./images/smilies/icon_question.gif)
Si và poi tutti a riposare; io e S.pazz piuttosto acciaccati.
Infatti, la mattina dopo ci si sveglia con dolori ovunque ma, in men che non si dica, ci troviamo in sella alle nostre moto per sentieri alla volta del Viamaggio.
Ecco cosa succederà durante la mattinata,
tra boschi


fanghi

genghe




prateria

Destinazione : una trattoria a Fresciano (AR), dove ci aspetta una buonissima fiorentina di Chianina.

Dopo pranzo si decide con calma di ripartire per il solito ‘digestivo’, ma io satura di cadute e fatica, lascio Stefano in compagnia di Pietro a cui si sono aggiunti quei pazzi scatenati del “clan”, speriamo che non lo strapazzino troppo!. Io me ne ritrono ad Anghiari per asfalto con andatura rilassata; durante il tragitto, incontrerò diversi motociclisti e mi porrò la solita domanda: “Perché voi maschietti non salutate mai le donne in moto? “
Cosa ha combinato S.pazz nel frattempo?
Alla sera vengo a sapere che ha fatto il percorso di ritorno al doppio della velocità tenuta in mattinata (con una guida stile:’coltello tra i denti’), tra un volo carpiato ed un dritto , si è trovato nel “Parco giochi” ossia una cava tipo Ezberg ove ha ammirato le evoluzioni compiute da Pietro ed il resto del gruppo su mucchi di sabbia e salite quasi verticali, fin quando non è giunta l’ora del rientro.
Cosa dire sull’avventura? Nonostante la fatica, il caldo, l’inesperienza e le tante cadute, ci siamo divertiti come non mai!
Forse un po’ meno s.pazz, che ho fatto fermare nei punti peggiori per le mie cadute, e Pietro che gentilmente mi ha sempre tirato su la moto.
Un saluto da : Betaflo/Florence

e S.pazz/Stefano
