Un pomeriggio sarà dedicato a salire sul "Preikestolen". Si tratta di "una formazione rocciosa di granito alta 604m, Ryfylke, che termina a strapiombo sul Lysefjord" (Wikipedia). La marcia dura circa 2 ore per salire e poco meno per scendere.
Partiamo la mattina da Bergen. Poichè in Norvegia non ci sono autostrade il ns. viaggio dura più di 6 ore. Giungiamo sul posto ,sotto una pioggia torrenziale, alle 19 circa. Considerando che fa buio poco prima di mezzanotte e che l ultimo ferry che ci riporterà a Stavanger è alle 0015 ci chiediamo se sia il caso di salire oppure no.
Ma alla fine siamo venuti qui per questo, quindi poche storie e si va. Vorrà dire che cammineremo a passo svelto.......
Il sentiero fin dall' inizio ci sembra più difficile di come l avevamo immaginato.

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Alcuni tratti sono meno ripidi, i paesaggi sono belli, come nel resto della Norvegia

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Vista l' ora incontriamo decine di persone che scendono a valle. Sgomenti guardano Emiliano ("Stalin" su Motortrip) che marcia a petto nudo sotto l acqua ("sennò c ho caldo e poi è peggio"). Sarà una tecnica d' acchiappo?? In questo caso direi che non ha funzionato...

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Quello "british" è il terzo della combriccola. Proseguiamo, la pioggia sembra essere diminuita.

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Il sentiero attraversa dei veri e proprio acquitrini. su questi tratti vi è una passerella in legno. Da sopra è facile scorgere che l' acqua sottostante, limpidissima, arriva a profondità di anche un metro

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Noi siamo diretti in alto, verso il nebbione. Cominciamo a pensare che non si vedrà niente.

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La difficoltà del sentiero va aumentando, giungiamo a questa ripida salita di massi (foto sotto). Nulla di impossibile, ma dovremmo aiutarci a salire con le braccia. Lo zaino che portiamo per 15 min. a testa comincia a farsi pesante. L' equipaggiamento non è proprio professional: 3 litri d acqua, 3 birre ( per festeggiare) magliette e k-way di riserva.

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Giunti su si fa una sosta

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Il sentiero è grosso modo questo in foto (sotto). in alcuni punti si vede, in altri è segnalato con della vernice rossa. E' molto facile perdere la traccia e trovarsi nel nulla. A quel punto, più di una volta siamo tornati sui nostri passi per capire dove avevamo perso la traccia.

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Salendo in quota il percorso si fa pieno di asperità. Il freddo aumenta e il buon stalin si rimette il giacchetto

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In quota il paesaggio è lunare. Non incrociamo più nessuno che scende. Ci sono numerosi laghetti, a causa della nebbia non ci rendiamo conto se sono diversi o se è sempre lo stesso. Guardiamo costantemente l orologio e la luce, non ci va di perdere il traghetto e neanche di perderci quassù. Al buio sarebbe impossibile ritrovare i segni rossi che indicano il sentiero.
Tre mezzeseghe che alle 2030 pensano bene di salire su una montagna in Norvegia. Però abbiamo pensato di avvertire il B&B di Stavanger che siamo quassù e che contiamo di rientrare con l ultimo ferry.

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Come si vede dalla foto sotto in molti tratti il sentiero coincide con il letto di fiumiciattoli che si formano a seguito dello scioglimento delle nevi.

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Dopo due ore precise arriviamo nei dintorni della cima. Il Preikestolen ci appare davante così.

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Sotto di noi lo strapiombo di 600m circa

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Ce l abbiamo fatta: si trinca la birretta, si caxxxggia un po' e ricomincia la discesa.
Giunti al parcheggio siamo sfiancati e zuppi. "Ci facciamo il Preikestolen"dicevamo stamattina. Il Preikestolen si è fatto noi invece.
Siamo gli unici a prendere il ferry delle 2345

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