20mila chilometri in sella alla WR 250R
Inviato: ven 24 apr, 2015 1:45 pm
Ciao a tutti, scrivo questo post per "festeggiare" i primi 20.000 km della mia fedele compagna, o quantomeno evidenziare aspetti positivi e negativi. La WR-R in questione ha esattamente 6 anni, i primi 3.000 km (in 3 anni) sono stati effettuati dal primo proprietario, i rimanenti li ho fatti io in questi 3 anni. E' il mio unico mezzo quindi cerco di farci tutto il
possibile, tutto l'anno, senza esagerare...Spesso in un weekend spazio dal trasferimento di 200 km al diporto su passi di montagna (anche con passeggero), dalla gita al lago fino al normale utilizzo nel traffico cittadino. Fuoristrada ne faccio poco ultimamente, ma se capita non mi tiro indietro, ma è in strada che la WR-R mi ha stupito (considerando ovviamente il tipo di mezzo). I suoi difetti in off-road sono abbastanza conosciuti (peso, rapportatura, altezza da terra, erogazione), ma volendoci spendere tempo e denaro sono facilmente risolvibili quasi tutti. In realtà è una moto che non è stata capita qui in Italia: non ha quasi niente da spartire con una racing, è stata pensata quasi come una stradale (affidabilità, manutenzioni, assemblaggi, confort, ecc) ma capace di affrontare quasi tutto. (Con un investimento di circa 1000 euro comunque diventa una "vera" moto da enduro: in giro per il mondo lo fanno, data la difficoltà/impossibilità a targare le jap racing). Comunque io ho optato solamente per miglioramenti estetici: manubrio, portatarga, leve ribaltabili, qualche adesivo. Registri idraulici delle sospensioni tarati più rigidi che di serie, sia davanti che dietro, uniti ad un leggero incremento del precarico del monoammortizzatore, la rendono perfetta ciclisticamente per il mio uso. Io la reputo un piccolo muletto capace di accettare qualsiasi condizione e utilizzo, senza troppo pretese velocistiche: in città accetta la terza marcia attorno ai 25-30 km/h e riesce ad allungarla attorno ai 100, con un ottima ripresa passati i 5.000 giri (circa 45 km/h); "spingendo" tra le curve, motore e cambio non si tirano indietro neanche dopo ore; nei trasferimenti tiene i 100/105 con un ottimo confort e senza far urlare il motore (che volendo regge bene fino ai 115/120 di crociera, io di solito faccio una via di mezzo). Il tutto con un consumo che nel peggiore degli utilizzi è di 24-25 km/litro. Normalmente non è difficile oltrepassare i 30 con un litro (senza badare comunque al gas), e secondo me non è niente male.
In questi 3 anni l'ho trattata così: olio (ogni 3500/4000 km circa, 5mila da manuale) con filtro un cambio sì e uno no; pulizia + olio filtro aria ogni 1000/1500 circa, idem per la catena; gomme posteriori ogni 6/7mila km mediamente, anteriori quasi 10mila. Tutto il resto è come Yamaha l'ha fatta, a giorni farò cambiare la candela, liquido di raffreddamento e olio dei freni (le pastiglie hanno ancora materiale e credo vadano avanti ancora, la trasmissione idem). Non sono maniaco della cura ma cerco di
trattarla nel modo migliore che posso (spendendo il giusto), dato che mi porta in giro ogni giorno, quindi cerco di dedicarci attenzioni quando serve; in sella non le risparmio niente, l'unica accortezza che pratico è lasciarla un minuto al minimo prima di partire da fredda e la faccio sforzare il meno possibile nei primi 4-5 minuti.
Finite le lodi, arriviamo ai punti negativi. La cosa più fastidiosa, a mio parere, è l'effetto on-off dell'acceleratore (alleviato leggermente con la regolazione del CO sulla centralina, simile al un getto del minimo in un carburatore) e la sua scarsa dosabilità in rapporti bassi e percorsi molto lenti. A detta di tanti i rapporti di serie sono un po' lunghi, in off-road in effetti se ne sente il bisogno (nel mio caso sono perfetti, con una prima marcia decente anche in mulattiera e una sesta che riprende dai 75/80 fino ai 150 di tachimetro). Il peso si sente in condizioni difficili (ma a mio parere non più di tanto rispetto ad una racing Codice di cilindrata maggiore), l'altezza della sella idem, ma per come la uso io è una bicicletta e gradirei quasi una sella più uniforme, larga e alta, per una posizione di guida ancora migliore. Altro difettuccio è la capacità del serbatoio, (con 5.5 litri garantisce circa 150km, poi si accende la riserva e con un paio di ulteriori litri è meglio non spingersi oltre i 40 km) io vorrei avere almeno una decina di litri totali soprattutto per poter fare benzina con il pezzo da 10 euro (che invece è accettato solo in condizioni di riserva abbastanza spinta). L'erogazione: considerata vuota ai bassi da tanti, alla fine non se la cava neanche male considerata la cubatura, ha solo un istante di esitazione prima di entrare in coppia; con una piccola sfrizionata nelle marce basse sparisce l'esitazione e prendendo i giri da vero bialbero. Purtroppo la mappatura tendente al magro ne è la causa ed è pure la causa dell'effetto on-off citato sopra. Con una bella centralina aggiuntiva si risolverebbero alla grande questi difetti.
In definitiva mi ritengo molto soddisfatto del mezzo, che spero di sfruttare per almeno un altro anno ed eventualmente poi passare a qualcosa di più grosso e stradale, mantenendole comunque entrambe possibilmente (sul mercato una WR 250 R/X con vari anni e km è valutata un'inezia, ed io alla mia ci sono affezionato).
Credo che se avessero progettato un motore con identiche caratteristiche ma di cilindrata 350-400 sarebbe stata una moto totale. Non tanto per la potenza in più (con 27 Cv alla ruota si rischia già la vita e si oltrepassano i limiti di quanto basta per farsi ritirare la patente, o giù di lì). La coppia è quella che dà il piacere di guida e, come dicono gli americani "there's no replacement for displacement" (a meno di non utilizzare la sovralimentazione, parecchi hanno montato un kit turbina sulla WR-X con soddisfazione e circa 50 Cv di potenza), quindi un motore più grosso garantirebbe un netto miglioramento della buona ciclistica e struttura del mezzo. Complimenti comunque a mamma Yamaha per aver partorito una moto così valida, tecnologicamente all'avanguardia (era il 2007-2008) e con soluzioni raffinate. Speriamo che non deluda anche nei prossimi 20mila km.

possibile, tutto l'anno, senza esagerare...Spesso in un weekend spazio dal trasferimento di 200 km al diporto su passi di montagna (anche con passeggero), dalla gita al lago fino al normale utilizzo nel traffico cittadino. Fuoristrada ne faccio poco ultimamente, ma se capita non mi tiro indietro, ma è in strada che la WR-R mi ha stupito (considerando ovviamente il tipo di mezzo). I suoi difetti in off-road sono abbastanza conosciuti (peso, rapportatura, altezza da terra, erogazione), ma volendoci spendere tempo e denaro sono facilmente risolvibili quasi tutti. In realtà è una moto che non è stata capita qui in Italia: non ha quasi niente da spartire con una racing, è stata pensata quasi come una stradale (affidabilità, manutenzioni, assemblaggi, confort, ecc) ma capace di affrontare quasi tutto. (Con un investimento di circa 1000 euro comunque diventa una "vera" moto da enduro: in giro per il mondo lo fanno, data la difficoltà/impossibilità a targare le jap racing). Comunque io ho optato solamente per miglioramenti estetici: manubrio, portatarga, leve ribaltabili, qualche adesivo. Registri idraulici delle sospensioni tarati più rigidi che di serie, sia davanti che dietro, uniti ad un leggero incremento del precarico del monoammortizzatore, la rendono perfetta ciclisticamente per il mio uso. Io la reputo un piccolo muletto capace di accettare qualsiasi condizione e utilizzo, senza troppo pretese velocistiche: in città accetta la terza marcia attorno ai 25-30 km/h e riesce ad allungarla attorno ai 100, con un ottima ripresa passati i 5.000 giri (circa 45 km/h); "spingendo" tra le curve, motore e cambio non si tirano indietro neanche dopo ore; nei trasferimenti tiene i 100/105 con un ottimo confort e senza far urlare il motore (che volendo regge bene fino ai 115/120 di crociera, io di solito faccio una via di mezzo). Il tutto con un consumo che nel peggiore degli utilizzi è di 24-25 km/litro. Normalmente non è difficile oltrepassare i 30 con un litro (senza badare comunque al gas), e secondo me non è niente male.
In questi 3 anni l'ho trattata così: olio (ogni 3500/4000 km circa, 5mila da manuale) con filtro un cambio sì e uno no; pulizia + olio filtro aria ogni 1000/1500 circa, idem per la catena; gomme posteriori ogni 6/7mila km mediamente, anteriori quasi 10mila. Tutto il resto è come Yamaha l'ha fatta, a giorni farò cambiare la candela, liquido di raffreddamento e olio dei freni (le pastiglie hanno ancora materiale e credo vadano avanti ancora, la trasmissione idem). Non sono maniaco della cura ma cerco di
trattarla nel modo migliore che posso (spendendo il giusto), dato che mi porta in giro ogni giorno, quindi cerco di dedicarci attenzioni quando serve; in sella non le risparmio niente, l'unica accortezza che pratico è lasciarla un minuto al minimo prima di partire da fredda e la faccio sforzare il meno possibile nei primi 4-5 minuti.
Finite le lodi, arriviamo ai punti negativi. La cosa più fastidiosa, a mio parere, è l'effetto on-off dell'acceleratore (alleviato leggermente con la regolazione del CO sulla centralina, simile al un getto del minimo in un carburatore) e la sua scarsa dosabilità in rapporti bassi e percorsi molto lenti. A detta di tanti i rapporti di serie sono un po' lunghi, in off-road in effetti se ne sente il bisogno (nel mio caso sono perfetti, con una prima marcia decente anche in mulattiera e una sesta che riprende dai 75/80 fino ai 150 di tachimetro). Il peso si sente in condizioni difficili (ma a mio parere non più di tanto rispetto ad una racing Codice di cilindrata maggiore), l'altezza della sella idem, ma per come la uso io è una bicicletta e gradirei quasi una sella più uniforme, larga e alta, per una posizione di guida ancora migliore. Altro difettuccio è la capacità del serbatoio, (con 5.5 litri garantisce circa 150km, poi si accende la riserva e con un paio di ulteriori litri è meglio non spingersi oltre i 40 km) io vorrei avere almeno una decina di litri totali soprattutto per poter fare benzina con il pezzo da 10 euro (che invece è accettato solo in condizioni di riserva abbastanza spinta). L'erogazione: considerata vuota ai bassi da tanti, alla fine non se la cava neanche male considerata la cubatura, ha solo un istante di esitazione prima di entrare in coppia; con una piccola sfrizionata nelle marce basse sparisce l'esitazione e prendendo i giri da vero bialbero. Purtroppo la mappatura tendente al magro ne è la causa ed è pure la causa dell'effetto on-off citato sopra. Con una bella centralina aggiuntiva si risolverebbero alla grande questi difetti.
In definitiva mi ritengo molto soddisfatto del mezzo, che spero di sfruttare per almeno un altro anno ed eventualmente poi passare a qualcosa di più grosso e stradale, mantenendole comunque entrambe possibilmente (sul mercato una WR 250 R/X con vari anni e km è valutata un'inezia, ed io alla mia ci sono affezionato).
Credo che se avessero progettato un motore con identiche caratteristiche ma di cilindrata 350-400 sarebbe stata una moto totale. Non tanto per la potenza in più (con 27 Cv alla ruota si rischia già la vita e si oltrepassano i limiti di quanto basta per farsi ritirare la patente, o giù di lì). La coppia è quella che dà il piacere di guida e, come dicono gli americani "there's no replacement for displacement" (a meno di non utilizzare la sovralimentazione, parecchi hanno montato un kit turbina sulla WR-X con soddisfazione e circa 50 Cv di potenza), quindi un motore più grosso garantirebbe un netto miglioramento della buona ciclistica e struttura del mezzo. Complimenti comunque a mamma Yamaha per aver partorito una moto così valida, tecnologicamente all'avanguardia (era il 2007-2008) e con soluzioni raffinate. Speriamo che non deluda anche nei prossimi 20mila km.
