Alp 200: prima storica uscita - prime impressioni
Inviato: dom 16 nov, 2008 2:37 am
Salve a tutti.
In effetti sono circa 8 anni che aspettavo di fare questa prima uscita! Come da presentazione, sono finalmente proprietario di una Alp 200 di terza mano e solo oggi riesco a... partire!
Anno 2000, km 10.000 circa, pneumatici Pirelli Scorpion... aggiungerei ottime condizioni generali.
SU STATALE
Appena mi immetto sulla carreggiata, mi rendo conto che il motore proprio fiacco non e', anzi una volta ben scaldato dispone di una buona schiena e di un'erogazione in grado di impensierire molti scooteroni affiancati al semaforo.
Credo che monti un pignone da 17 (!) e in effetti la rapportatura risulta ideale per l'utilizzo stradale. Stimo una punta velocistica di circa 120 km/h indicati, anche se non mi sono spinto oltre 110... non vedo perche' farlo: oltre i 100 lo spirito da passista va scemando e aria + vibrazioni + ciclistica + freni invitano giustamente a rallentare, anche perche' la moto e' estremamente godibile fino a 80/90.
L'impressione e' di un mezzo un po' spartano, ma estremamente gentile, oserei dire comodo e, inaspettatamente, penso che rimarrebbe tale anche nella guida a due.
ECCOMI NEI BOSCHI
Sempre su strada asfaltata, ma ormai siamo in alta collina, e immediatamente l'alpetta inizia a stupirmi: nonostante una settimana di pioggia e il conseguente insidioso strato di foglie la moto resta sempre facilmente governabile, le inevitabili derape sono facilmente gestibili e il motore ha un carattere perfetto: piu' potente e rabbioso renderebbe pericolosa la guida; cio' nonostante consente una marcia piu' che brillante.
ALLE PENDICI DELLE MONTAGNE
Abbandonato l'asfalto e il bosco risalgo una stradina che porta alla montagna. Immediatamente apprezzo il lavoro delle sospensioni, che filtrano adeguatamente le sconnessioni, messe in crisi solo da sollecitazioni in rapida successione. Anche in piedi la guida e' naturalissima, magari arretrando un po' le pedane... ma no: poi sarebbe scomoda su strada.
Mi ricordo anche che non sono in una "prova speciale" e che se voglio prosso proseguire con un filo di gas. Condizione godibilissima.
Raggiungo una zona di disboscamento dove i trattori hanno trasformato il passaggio in una specie di campo di battaglia... ma l'alpetta va sempre.
Sono quasi sbigottito, ma con un po' di gas prosegue nel fango che mi arriverebbe ben oltre la caviglia! Il tutto senza reazioni strane e con la percezione di massima sicurezza.
Proseguo quasi in trance, affronto pendenze rilevanti, lastroni di roccia frammista a fango, condizioni che mi preoccuperebbero anche... a piedi!
Mi ritrovo a sorridere, a posare gli occhi sul fondovalle avvolto nella nebbiolina, e poi alle cime innevate che illuminate dal sole del tardo pomeriggio sembrano vicinissime. E forse lo sono veramente.
Spengo il motore, mi tolgo il casco, il silenzio.
Accidenti da quanto non mi sentivo cosi bene!
Certo potrei proseguire, ma la luce sta scemando e un po' la discesa mi preoccupa, memore di alcune brutte emozioni con la panda 4x4 su fondi molto viscidi.
Immediatamente, iniziata la discesa, trovo una posizione strana, una via di mezzo tra seduto e in piedi, che mi consente il massimo controllo nei passaggi piu' difficili.
Nessun cenno di tradimento e soprattutto nessuna paura: l'alpetta segue fedelmente la traiettoria e infonde un rassicurante senso di fiducia. Anche i freni che parevano un po' fiacchi in questa condizione si rivelano ottimi.
IL RIENTRO
Ulteriore conferma: il fanale offre un fascio anabbagliante ampio e ravvicinato utile in fuoristrata e un abbaggliante assolutamente adeguato.
A parte il fatto che il freddo inizia a farsi sentire sul serio.
Scendo da un mezzo adeguatamente infangato, assolutamente pronto a ripartire al primo colpo per una nuova avventura.
LE CONSIDERAZIONI
Una piccola grande moto. Che dona una profonda percezione del "viaggio" che non "filtra" anestetizzando le condizioni incontrate, ma che consente a chi guida di decidere come procedere, certo che il mezzo seguira' puntualmente, nel bene o nel male, le istruzioni impartite.
L'alpetta e' assolutamente fedele e non sara' difficile concepirla come una compagna di viaggio piuttosto che un semplice mezzo di trasporto.
I difetti a mio parere sono sostanzialmente i limiti del mezzo e come tali vanno considerati. Inutile pretendere prestazioni per cui non e' stata progettata.
---------
Quanto scritto non vuole avere un valore assoluto, ma rappresenta semplicemente cosa ho vissuto nei primi 50 km fatti con l'alpetta. Spero che possa essere utile a quanche indeciso: se ami le moto e la natura nel dubbio... comprala!!!
In effetti sono circa 8 anni che aspettavo di fare questa prima uscita! Come da presentazione, sono finalmente proprietario di una Alp 200 di terza mano e solo oggi riesco a... partire!
Anno 2000, km 10.000 circa, pneumatici Pirelli Scorpion... aggiungerei ottime condizioni generali.
SU STATALE
Appena mi immetto sulla carreggiata, mi rendo conto che il motore proprio fiacco non e', anzi una volta ben scaldato dispone di una buona schiena e di un'erogazione in grado di impensierire molti scooteroni affiancati al semaforo.
Credo che monti un pignone da 17 (!) e in effetti la rapportatura risulta ideale per l'utilizzo stradale. Stimo una punta velocistica di circa 120 km/h indicati, anche se non mi sono spinto oltre 110... non vedo perche' farlo: oltre i 100 lo spirito da passista va scemando e aria + vibrazioni + ciclistica + freni invitano giustamente a rallentare, anche perche' la moto e' estremamente godibile fino a 80/90.
L'impressione e' di un mezzo un po' spartano, ma estremamente gentile, oserei dire comodo e, inaspettatamente, penso che rimarrebbe tale anche nella guida a due.
ECCOMI NEI BOSCHI
Sempre su strada asfaltata, ma ormai siamo in alta collina, e immediatamente l'alpetta inizia a stupirmi: nonostante una settimana di pioggia e il conseguente insidioso strato di foglie la moto resta sempre facilmente governabile, le inevitabili derape sono facilmente gestibili e il motore ha un carattere perfetto: piu' potente e rabbioso renderebbe pericolosa la guida; cio' nonostante consente una marcia piu' che brillante.
ALLE PENDICI DELLE MONTAGNE
Abbandonato l'asfalto e il bosco risalgo una stradina che porta alla montagna. Immediatamente apprezzo il lavoro delle sospensioni, che filtrano adeguatamente le sconnessioni, messe in crisi solo da sollecitazioni in rapida successione. Anche in piedi la guida e' naturalissima, magari arretrando un po' le pedane... ma no: poi sarebbe scomoda su strada.
Mi ricordo anche che non sono in una "prova speciale" e che se voglio prosso proseguire con un filo di gas. Condizione godibilissima.
Raggiungo una zona di disboscamento dove i trattori hanno trasformato il passaggio in una specie di campo di battaglia... ma l'alpetta va sempre.
Sono quasi sbigottito, ma con un po' di gas prosegue nel fango che mi arriverebbe ben oltre la caviglia! Il tutto senza reazioni strane e con la percezione di massima sicurezza.
Proseguo quasi in trance, affronto pendenze rilevanti, lastroni di roccia frammista a fango, condizioni che mi preoccuperebbero anche... a piedi!
Mi ritrovo a sorridere, a posare gli occhi sul fondovalle avvolto nella nebbiolina, e poi alle cime innevate che illuminate dal sole del tardo pomeriggio sembrano vicinissime. E forse lo sono veramente.
Spengo il motore, mi tolgo il casco, il silenzio.
Accidenti da quanto non mi sentivo cosi bene!
Certo potrei proseguire, ma la luce sta scemando e un po' la discesa mi preoccupa, memore di alcune brutte emozioni con la panda 4x4 su fondi molto viscidi.
Immediatamente, iniziata la discesa, trovo una posizione strana, una via di mezzo tra seduto e in piedi, che mi consente il massimo controllo nei passaggi piu' difficili.
Nessun cenno di tradimento e soprattutto nessuna paura: l'alpetta segue fedelmente la traiettoria e infonde un rassicurante senso di fiducia. Anche i freni che parevano un po' fiacchi in questa condizione si rivelano ottimi.
IL RIENTRO
Ulteriore conferma: il fanale offre un fascio anabbagliante ampio e ravvicinato utile in fuoristrata e un abbaggliante assolutamente adeguato.
A parte il fatto che il freddo inizia a farsi sentire sul serio.
Scendo da un mezzo adeguatamente infangato, assolutamente pronto a ripartire al primo colpo per una nuova avventura.
LE CONSIDERAZIONI
Una piccola grande moto. Che dona una profonda percezione del "viaggio" che non "filtra" anestetizzando le condizioni incontrate, ma che consente a chi guida di decidere come procedere, certo che il mezzo seguira' puntualmente, nel bene o nel male, le istruzioni impartite.
L'alpetta e' assolutamente fedele e non sara' difficile concepirla come una compagna di viaggio piuttosto che un semplice mezzo di trasporto.
I difetti a mio parere sono sostanzialmente i limiti del mezzo e come tali vanno considerati. Inutile pretendere prestazioni per cui non e' stata progettata.
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Quanto scritto non vuole avere un valore assoluto, ma rappresenta semplicemente cosa ho vissuto nei primi 50 km fatti con l'alpetta. Spero che possa essere utile a quanche indeciso: se ami le moto e la natura nel dubbio... comprala!!!