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Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
http://www.soloenduro.it/ubbthreads1/sh ... PHPSESSID=
Temo che sia un tentativo per bloccare i ricorsi ai verbali, ma non credo che neanche cosi' possano scavalcare le norme del Codice della Strada!
Ho ringraziato tutti gli enduristi che hanno votato la coalizione della Bresso, tutte le leggi fatte per vessare il motociclismo arrivano da quella parte li'....
Un'altra "perla" e' la proposta di legge di rendere obbligatorio il casco integrale anche per le moto che non superano gli 11 kW, quindi dovremo buttare via i caschi jet.....Indovinate di chi e' questa proposta di legge cosi' "lungimirante"....
Temo che sia un tentativo per bloccare i ricorsi ai verbali, ma non credo che neanche cosi' possano scavalcare le norme del Codice della Strada!
Ho ringraziato tutti gli enduristi che hanno votato la coalizione della Bresso, tutte le leggi fatte per vessare il motociclismo arrivano da quella parte li'....
Un'altra "perla" e' la proposta di legge di rendere obbligatorio il casco integrale anche per le moto che non superano gli 11 kW, quindi dovremo buttare via i caschi jet.....Indovinate di chi e' questa proposta di legge cosi' "lungimirante"....

Meno Internet e piu' Cabernet, ma anche il Dolcetto va bene lo stesso...
- angelofarina
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Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
Mah, la sto leggendo con attenzione, ma mi sembra che la Regione Piemonte stavolta abbia veramente "pisciato fuori del vaso".
Ricapitoliamo alcuni concetti assolutamente assodati dopo 10 anni di ricorsi sistematicamente vinti:
1) Le Regioni hanno pieno titolo di legiferare in materia di tutela ambientale AL DI FUORI DELLE SEDI STRADALI. Hanno pertato pieno potere di vietare la "circolazione fuoristrada".
2) La circolazione ed il parcheggio ENTRO le sedi stradali sono governate dal CdS, cioe' da LEGGI NAZIONALI e le Regioni non possono sostituirsi ad esse. Qualunque legge regionale in contraddizione con quella nazionale e' automaticamente nulla (e' come se non esistesse).
3) Nel momento in cui la legge regionale ammette esplicitamente, come fa in questo caso, che "sentieri, mulattiere e tratturi" sono strade a fondo naturale normate dal CdS, di fatto dichiara la propria incompetenza a regolarne la circolazione. Qualunque ulteriore disposizione regionale che venga dichiarata applicabile alle stesse e' conseguentemente nulla, vedi punto 2).
4) Rimangono invece validi i divieti di circolazione disposti dai Comuni sulla rete di strade ad uso silvo-pastorale, purche' tali dvieti siano regolarmente segnalati dagli appositi cartelli previsti dal CdS.
5) In assenza di cartelli che demarchino le zone consentite da quelle vietate, diviene obiettivamente impossibile stabilire ove una strada di montagna cessa di essere "carrabile" e comincia ad applicarsi il divieto.
Conosco stradine in trentino che partono asfaltate, larghe e fattibili da qualunque mezzo, dopo un po' l'asfalto cede il passo gradualmente al brecciolino, poi finisce anche quello e la strada e' sterrata, indi diventa una mulattiera, e salendo ancora un sentiero alpino... Solitamente in Trentino a un certo punto si trova il fatidico cartello di divieto di circolazione, e li' bisogna fermarsi.
Ma se invece in Piemonte si stabilisce che i cartelli non sono necessari, come fa uno a sapere dove si deve fermare? La norma diventa inapplicabile, scompare il presupposto della certezza del diritto...
Attendo fiducioso le prime sanzioni ed i primi ricorsi, con un legale appena piu' che passabile saranno tutti vinti, come sempre...
Almeno finche' non cambiano le cose a livello nazionale, oppure i poteri normativi in materia di circolazione stradale vengono "devoluti" alle Regioni...
Ricapitoliamo alcuni concetti assolutamente assodati dopo 10 anni di ricorsi sistematicamente vinti:
1) Le Regioni hanno pieno titolo di legiferare in materia di tutela ambientale AL DI FUORI DELLE SEDI STRADALI. Hanno pertato pieno potere di vietare la "circolazione fuoristrada".
2) La circolazione ed il parcheggio ENTRO le sedi stradali sono governate dal CdS, cioe' da LEGGI NAZIONALI e le Regioni non possono sostituirsi ad esse. Qualunque legge regionale in contraddizione con quella nazionale e' automaticamente nulla (e' come se non esistesse).
3) Nel momento in cui la legge regionale ammette esplicitamente, come fa in questo caso, che "sentieri, mulattiere e tratturi" sono strade a fondo naturale normate dal CdS, di fatto dichiara la propria incompetenza a regolarne la circolazione. Qualunque ulteriore disposizione regionale che venga dichiarata applicabile alle stesse e' conseguentemente nulla, vedi punto 2).
4) Rimangono invece validi i divieti di circolazione disposti dai Comuni sulla rete di strade ad uso silvo-pastorale, purche' tali dvieti siano regolarmente segnalati dagli appositi cartelli previsti dal CdS.
5) In assenza di cartelli che demarchino le zone consentite da quelle vietate, diviene obiettivamente impossibile stabilire ove una strada di montagna cessa di essere "carrabile" e comincia ad applicarsi il divieto.
Conosco stradine in trentino che partono asfaltate, larghe e fattibili da qualunque mezzo, dopo un po' l'asfalto cede il passo gradualmente al brecciolino, poi finisce anche quello e la strada e' sterrata, indi diventa una mulattiera, e salendo ancora un sentiero alpino... Solitamente in Trentino a un certo punto si trova il fatidico cartello di divieto di circolazione, e li' bisogna fermarsi.
Ma se invece in Piemonte si stabilisce che i cartelli non sono necessari, come fa uno a sapere dove si deve fermare? La norma diventa inapplicabile, scompare il presupposto della certezza del diritto...
Attendo fiducioso le prime sanzioni ed i primi ricorsi, con un legale appena piu' che passabile saranno tutti vinti, come sempre...
Almeno finche' non cambiano le cose a livello nazionale, oppure i poteri normativi in materia di circolazione stradale vengono "devoluti" alle Regioni...
Angelo Farina
http://www.angelofarina.it
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- albert8581
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Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
4) Rimangono invece validi i divieti di circolazione disposti dai Comuni sulla rete di strade ad uso silvo-pastorale, purche' tali dvieti siano regolarmente segnalati dagli appositi cartelli previsti dal CdS.
Quindi, ricapitolando, se un comune piemontese vieta l'accesso ad una strada con apposito cartello facente riferimento alla Legge Regionale 32 opera correttamente, ovvero non posso appellarmi !?
- angelofarina
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Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
Non ricordo il numero della legge, ma da almeno 15 anni esistono in tutte le regioni leggi che normano l'utilizzo delle cosiddette "strade forestali", utilizzate per attivita' agricolo-pastorali e solitamente mantenute da consorzi o comunita' montane (in Trentino, mantenute veramente bene, di solito).
In base a tali leggi, i Comuni deliberano un elenco delle strade comunali che rientrano in tale categoria, e provvedono a regolarne la circolazione mediante l'apposizione di idonea segnaletica conforme al CdS.
Non necessariamente vietando la circolazione a tutti i veicoli ed a tutte le ore, ad esempio spesso vietano il tansito solo in certe fascie orarie, o a specifiche categorie di veicoli (ad esempio camion, camper, etc.).
Per esempio, la strada che sale al Lago di Tovel, e' percorribile solo prima delle 10.30 o dopo le 16.30. Quella che da Madonna di Campiglio sale alla Malga Ritorto e' percorribile, dopo il Patascoss, solo dopo le 18.00...
Se i Comuni operano correttamente, i divieti posti sono validi e opportunamente segnalati, impossibile sbagliarsi.
Tuttavia, se i comuni NON operano correttamete (i cartelli stradali costano!) succede che alcuni percorsi rimangono percorribili senza mai incontrare alcun cartello, e pertanto la loro percorrenza non e' sanzionabile...
In Trentino ne ho gia' scoperti 4 o 5, molto belli, in Val di Sole...
A mio avviso il motoalpinista deve semplicemente ubbidire alle normali regole di ciorcolazione stradale: che la strada sia asfaltata o no, per la legge nulla cambia..
Quindi, se trovo un cartello che mi vieta il transito, lo rispetto e torno indietro, cercando magari una stradina secondaria che mi consenta ugualmente di procedere verso la zona desiderata...
Come si fa in citta' quando si trova un senso vietato, si cerca un'altra strada parallela che porti verso la destinazione voluta... Non e' mica vietato cercare un'altra strada priva di divieti, no?
In base a tali leggi, i Comuni deliberano un elenco delle strade comunali che rientrano in tale categoria, e provvedono a regolarne la circolazione mediante l'apposizione di idonea segnaletica conforme al CdS.
Non necessariamente vietando la circolazione a tutti i veicoli ed a tutte le ore, ad esempio spesso vietano il tansito solo in certe fascie orarie, o a specifiche categorie di veicoli (ad esempio camion, camper, etc.).
Per esempio, la strada che sale al Lago di Tovel, e' percorribile solo prima delle 10.30 o dopo le 16.30. Quella che da Madonna di Campiglio sale alla Malga Ritorto e' percorribile, dopo il Patascoss, solo dopo le 18.00...
Se i Comuni operano correttamente, i divieti posti sono validi e opportunamente segnalati, impossibile sbagliarsi.
Tuttavia, se i comuni NON operano correttamete (i cartelli stradali costano!) succede che alcuni percorsi rimangono percorribili senza mai incontrare alcun cartello, e pertanto la loro percorrenza non e' sanzionabile...
In Trentino ne ho gia' scoperti 4 o 5, molto belli, in Val di Sole...
A mio avviso il motoalpinista deve semplicemente ubbidire alle normali regole di ciorcolazione stradale: che la strada sia asfaltata o no, per la legge nulla cambia..
Quindi, se trovo un cartello che mi vieta il transito, lo rispetto e torno indietro, cercando magari una stradina secondaria che mi consenta ugualmente di procedere verso la zona desiderata...
Come si fa in citta' quando si trova un senso vietato, si cerca un'altra strada parallela che porti verso la destinazione voluta... Non e' mica vietato cercare un'altra strada priva di divieti, no?
Angelo Farina
http://www.angelofarina.it
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- albert8581
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Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
Quindi, in sintesi, se io dimostro di aver percorso una strada, tratturo o sentiero - non tratti "fuoristrada" - in grado di aggirare anche di poco il cartello recante il divieto di accesso, dovrei essere in regola.
Se e' cosi, meglio pubblicizzare la tecnica: credo che con i tempi che corrono tornera' utile a molti.
... E' indubbio che avere solo 2 ruote in questo caso faciliti non di poco l'operazione!!
Se e' cosi, meglio pubblicizzare la tecnica: credo che con i tempi che corrono tornera' utile a molti.
... E' indubbio che avere solo 2 ruote in questo caso faciliti non di poco l'operazione!!
Ultima modifica di albert8581 il gio 01 gen, 1970 1:00 am, modificato 1 volta in totale.
- nolimit
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Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
si sta mobilitando anche facebook
http://www.facebook.com/#!/group.php?gi ... 7295488282
nessuna iniziativa va ignorata, a questo punto. Si può fare qualcosa solo facendo in modo che vengano fuori numeroni da qualunque parte si guardi la faccenda.
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Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
Se ho capito bene tale divieto potrebbe comprendere anche le normali sterrate in quota (ex militari)? Non solo i sentieri scavati da animali e passaggio pedonale quindi.
Rischieremo di trovare tutti divieti di transito all' imbocco quindi?
Azz.. proprio ora che mi ero deciso..
Rischieremo di trovare tutti divieti di transito all' imbocco quindi?
Azz.. proprio ora che mi ero deciso..
barcollo ma non mollo
https://francescomartini2010.wordpress.com/
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- albert8581
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- Iscritto il: dom 02 nov, 2008 1:28 pm
- Località: Cuneo
Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
Il codice della strada non fa differenza tra strade asfaltate e piste tracciate da animali.
Se io ho capito bene, per aver effetto, la legge regionale dovrebbe essere adeguatamente segnalata dagli appositi cartelli all'imbocco di ogni singolo percorso.
Quindi si intuisce che, parlando in particolare di motocicli, tutti i sentieri minimamente percorribili dovrebbero recare chiaramente tale indicazione.
Per queste affermazioni chiedo eventualmente conferma al vate della libera percorrenza stradale Angelo Farina...
Se io ho capito bene, per aver effetto, la legge regionale dovrebbe essere adeguatamente segnalata dagli appositi cartelli all'imbocco di ogni singolo percorso.
Quindi si intuisce che, parlando in particolare di motocicli, tutti i sentieri minimamente percorribili dovrebbero recare chiaramente tale indicazione.
Per queste affermazioni chiedo eventualmente conferma al vate della libera percorrenza stradale Angelo Farina...
- max37
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- Iscritto il: mer 06 giu, 2007 8:23 pm
- Località: Dueville ( Vi ) Moto: Cagiva Navigator 1000 Beta Alp 200
Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
il problema è che se becchi la forestale la multa te la fa comunque anche se hai ragione, sta poi a te dimostrare di aver ragione e per limitare i ricorsi ora fanno pagare il giudice di pace indipendentemente che si vinca o si perda quindi generalmente si PAGA......
Max37
http://www.tecnicamotori.it/
La cosa più deliziosa non è non avere nulla da fare. E' avere qualcosa da fare e non farla.
Oggi non faccio niente perchè ieri non ho fatto niente ma non avevo finito.
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La cosa più deliziosa non è non avere nulla da fare. E' avere qualcosa da fare e non farla.
Oggi non faccio niente perchè ieri non ho fatto niente ma non avevo finito.
Nuova legge sulla circolazione fuoristrada in Piemonte
Ho letto su SoloEnduro, nel topic "Piemonte vietato ai fuoristrada?" dove uno dice che la Regione Piemonte gli ha inviato la seguente risposta:
Sin da 1982 esiste la facolta' di individuare dei percorsi fuoristrada che rientra nella potesta' dei Comuni:se a livello locale non ci si avvale di tale possibilita',i mezzi fuoristrada possono comunque transitare sulla viabilita' pubblica e, nel caso di percorsi caratterizzati spesso da sedimi sterrati, sulle strade giuridicamente classificate come "vicinali ad uso pubblico e privato", il cui regime di transito rientra nel codice della strada e nel codice civile per la materia privatistica.
Questo vorrebbe dire che dobbiamo semplicemente attenerci alle regole del C.d.S. e non piu' delle limitazioni imposte dalla legge regionale?
Se lo dice la Regione, mi "piego" ai loro voleri....
Sin da 1982 esiste la facolta' di individuare dei percorsi fuoristrada che rientra nella potesta' dei Comuni:se a livello locale non ci si avvale di tale possibilita',i mezzi fuoristrada possono comunque transitare sulla viabilita' pubblica e, nel caso di percorsi caratterizzati spesso da sedimi sterrati, sulle strade giuridicamente classificate come "vicinali ad uso pubblico e privato", il cui regime di transito rientra nel codice della strada e nel codice civile per la materia privatistica.
Questo vorrebbe dire che dobbiamo semplicemente attenerci alle regole del C.d.S. e non piu' delle limitazioni imposte dalla legge regionale?
Se lo dice la Regione, mi "piego" ai loro voleri....

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