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Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Il titolo del messaggio riprende quello di un articolo di Isaac Asimov che illustrava i due possibili modi di scrivere un
racconto/romanzo. Il primo e' quello di usare uno stile fiorito, complesso, con una scelta accurata delle parole, in modo da
ottenere una prosa elegante. Il secondo e' quello di usare uno stile scarno ed essenziale, mirando alla massima leggibilita' a
scapito dell'eleganza formale. Asimov paragonava il primo stile alle vetrate istoriate delle chiese, molto belle da vedere, delle
vere opere d'arte in se', ma che nascondevano all'osservatore quello che c'e' al di la' della vetrata stessa. Il secondo stile era
paragonato al normale vetro di una finestra, che e' fatto per essere il piu' trasparente possibile per non ostacolare la
visione. Il primo stile puo' produrre delle opere d'arte, ma spesso non e' facile per il lettore seguire la storia che racconta e,
al limite, la storia non e' neanche importante. Il secondo e' all'apparenza insignificante, ma consente al lettore di focalizzare
tutta la sua attenzione sulla storia retrostante senza essere distratto da fronzoli inutili.
Cosa c'entra questo con le moto? Recentemente si e' discusso di come sia importante, per qualcuno, avere una moto in grado di
suscitare emozioni, magari difficile da guidare ma che, proprio per questo, richiede un particolare impegno che alla fine risulta
gratificante esso stesso, per la soddisfazione di aver domato una belva non alla portata di tutti. Per contro, qualcun altro
apprezza di piu' le moto facili e tranquille, che non richiedono un grosso impegno nella guida (e nella manutenzione), ma che
consentono al pilota di concentrarsi sui percorsi, sui paesaggi, sull'aspetto turistico e naturalistico dell'escursione in
moto. In quest'ottica la moto diventa un mezzo per giungere in posti o passare per sentieri e gustarli in modo del tutto simile
all'escursionista a piedi o in mountain bike. Diventa insomma un mezzo di trasporto, cosa che urta la sensibilita' dei primi, per
cui la moto non e' un semplice mezzo ma il fine stesso dell'uscita. Sembra abbastanza chiara la somiglianza del primo gruppo con
lo "stile vetrata" (oggetto valido come fine in se') e quella del secondo gruppo con lo "stile vetro" (oggetto come mezzo,
tramite per godere di qualcos'altro).
Chi ha ragione? Asimov, convinto rappresentante dello stile vetro, osservava che gia' nel medioevo si producevano delle vetrate
che erano vere opere d'arte, mentre bisogna aspettare i tempi moderni per vedere vetri con superfici veramente piane e otticamente
neutri. Lo stile vetro puo' quindi apparire piu' povero e insignificante, ma non e' affatto inferiore tecnicamente. Nel nostro
caso l'analogia continua a reggere, nel senso che sin dalla nascita delle prime moto possiamo trovare motociclisti del tipo
vetrata, che avevano a che fare con mezzi ingestibili secondo gli standard moderni, ma forse proprio per questo si divertivano
ad andarci in giro. Solo recentemente, mi sembra, si comincia a sentire la voce di chi apprezza girare con moto che non
distraggono dall'esperienza del giro, sia per facilita' di guida che per silenziosita', quasi ignorando che nell'immaginario
motociclistico un motore scorbutico dal sound alto e rabbioso e' generalmente visto come una gran cosa. E questo e' forse dovuto
piu' all'atteggiamento e alla ridotta tolleranza da parte della maggioranza dei non motociclisti verso i motociclisti che alla
disponibilita' di moto ragionevolmente performanti senza pagare un prezzo troppo alto in termini di guidabilita' e rumore.
I due modi di vivere la moto sono cosi' inconciliabili come appare? Anche se le differenze appaiono radicali, io credo che ci sia
comunque un aspetto unificante fondamentale: entrambi i gruppi cercano la stessa cosa, e cioe' l'emozione. I primi la trovano
nella moto in se' e nel modo in cui riescono a controllarla, i secondi la trovano in quello che la moto consente di fare, e cioe'
vagabondare. Ma chi non prova emozione nell'andare in moto semplicemente non la usera' mai.
racconto/romanzo. Il primo e' quello di usare uno stile fiorito, complesso, con una scelta accurata delle parole, in modo da
ottenere una prosa elegante. Il secondo e' quello di usare uno stile scarno ed essenziale, mirando alla massima leggibilita' a
scapito dell'eleganza formale. Asimov paragonava il primo stile alle vetrate istoriate delle chiese, molto belle da vedere, delle
vere opere d'arte in se', ma che nascondevano all'osservatore quello che c'e' al di la' della vetrata stessa. Il secondo stile era
paragonato al normale vetro di una finestra, che e' fatto per essere il piu' trasparente possibile per non ostacolare la
visione. Il primo stile puo' produrre delle opere d'arte, ma spesso non e' facile per il lettore seguire la storia che racconta e,
al limite, la storia non e' neanche importante. Il secondo e' all'apparenza insignificante, ma consente al lettore di focalizzare
tutta la sua attenzione sulla storia retrostante senza essere distratto da fronzoli inutili.
Cosa c'entra questo con le moto? Recentemente si e' discusso di come sia importante, per qualcuno, avere una moto in grado di
suscitare emozioni, magari difficile da guidare ma che, proprio per questo, richiede un particolare impegno che alla fine risulta
gratificante esso stesso, per la soddisfazione di aver domato una belva non alla portata di tutti. Per contro, qualcun altro
apprezza di piu' le moto facili e tranquille, che non richiedono un grosso impegno nella guida (e nella manutenzione), ma che
consentono al pilota di concentrarsi sui percorsi, sui paesaggi, sull'aspetto turistico e naturalistico dell'escursione in
moto. In quest'ottica la moto diventa un mezzo per giungere in posti o passare per sentieri e gustarli in modo del tutto simile
all'escursionista a piedi o in mountain bike. Diventa insomma un mezzo di trasporto, cosa che urta la sensibilita' dei primi, per
cui la moto non e' un semplice mezzo ma il fine stesso dell'uscita. Sembra abbastanza chiara la somiglianza del primo gruppo con
lo "stile vetrata" (oggetto valido come fine in se') e quella del secondo gruppo con lo "stile vetro" (oggetto come mezzo,
tramite per godere di qualcos'altro).
Chi ha ragione? Asimov, convinto rappresentante dello stile vetro, osservava che gia' nel medioevo si producevano delle vetrate
che erano vere opere d'arte, mentre bisogna aspettare i tempi moderni per vedere vetri con superfici veramente piane e otticamente
neutri. Lo stile vetro puo' quindi apparire piu' povero e insignificante, ma non e' affatto inferiore tecnicamente. Nel nostro
caso l'analogia continua a reggere, nel senso che sin dalla nascita delle prime moto possiamo trovare motociclisti del tipo
vetrata, che avevano a che fare con mezzi ingestibili secondo gli standard moderni, ma forse proprio per questo si divertivano
ad andarci in giro. Solo recentemente, mi sembra, si comincia a sentire la voce di chi apprezza girare con moto che non
distraggono dall'esperienza del giro, sia per facilita' di guida che per silenziosita', quasi ignorando che nell'immaginario
motociclistico un motore scorbutico dal sound alto e rabbioso e' generalmente visto come una gran cosa. E questo e' forse dovuto
piu' all'atteggiamento e alla ridotta tolleranza da parte della maggioranza dei non motociclisti verso i motociclisti che alla
disponibilita' di moto ragionevolmente performanti senza pagare un prezzo troppo alto in termini di guidabilita' e rumore.
I due modi di vivere la moto sono cosi' inconciliabili come appare? Anche se le differenze appaiono radicali, io credo che ci sia
comunque un aspetto unificante fondamentale: entrambi i gruppi cercano la stessa cosa, e cioe' l'emozione. I primi la trovano
nella moto in se' e nel modo in cui riescono a controllarla, i secondi la trovano in quello che la moto consente di fare, e cioe'
vagabondare. Ma chi non prova emozione nell'andare in moto semplicemente non la usera' mai.
Mappe utenti e motocavalcate/mulatrial
Quartu S.Elena, CA - Pianeta Terra
Honda CRF 230 F Easy Trail '04
I buoni vanno in paradiso, i cattivi vanno fuoristrada
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Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Ho votato"il mezzo" al 100% e i motivi li ho ampiamente espressi in un mio precedente post:
http://motoalpinismo.forumup.it/viewtop ... oalpinismo
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A presto e...
Buon motortrip,
alp
Buon motortrip,
alp
Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Io pensavo che si trattasse di un consiglio di evitare di entrare con la moto dentro una vetrata...
Io comunque ho votato "tutt'e due" per il motivo che anche una moto "difficile" e come tale fonte di emozioni, ed a volte anche di "preoccupazioni" per la difficolta' di guidarla in certi frangenti, puo' essere utilizzata anche solo per una tranquilla passeggiata, lo stesso si puo' dire di una moderna trial da gara che puo' essere utilizzata anche per una gita motoalpinistica, e che sicuramente ti rendera' la vita piu' agevole in un passaggio un po' piu' tecnico e difficoltoso, anche perche' se uno si avventura in un sentiero inesplorato bisogna essere pronti a "tutto", anche a spingere o a portare di "peso" la moto, ed in questi casi, molto meglio che la moto sia sessantasei chili e mezzo(
) che non novanta!
Lo stesso vale per una moderna enduro!Con la mia due tempi mi capita due o tre volte l'anno di "spararmi" i giri dello Jafferau, Sommelier,Assietta, partendo da casa, facendo anche in un giorno 250 km. di sterrato ed asfalto, con le tassellate da enduro e Vi garantisco che e' fattibilissimo, mantenendo ovviamente delle medie da "turista" sull'asfalto....
Temo invece che il discorso inverso sia piu' difficilmente attuabile, e cioe' di utilizzare una tranquilla scrambler da diporto per percorrere mulattiere piu' impegnative, ad un certo punto, se il sentiero diventa piu' difficile, bisognera' "gettare la spugna" a meno di non chiamarsi Knight o Blasuziak!
Anche se non lo "dice il dottore" di andarsi a "ficcare" nel brutto, se uno vuole percorrere delle sterrate di alta quota, a volte e' sufficente una Vespa per godersi dei panorami indimenticabili...![[Occhiolino] :wink:](./images/smilies/icon_wink.gif)
![[Sogghigno] :mrgreen:](./images/smilies/icon_mrgreen.gif)
Io comunque ho votato "tutt'e due" per il motivo che anche una moto "difficile" e come tale fonte di emozioni, ed a volte anche di "preoccupazioni" per la difficolta' di guidarla in certi frangenti, puo' essere utilizzata anche solo per una tranquilla passeggiata, lo stesso si puo' dire di una moderna trial da gara che puo' essere utilizzata anche per una gita motoalpinistica, e che sicuramente ti rendera' la vita piu' agevole in un passaggio un po' piu' tecnico e difficoltoso, anche perche' se uno si avventura in un sentiero inesplorato bisogna essere pronti a "tutto", anche a spingere o a portare di "peso" la moto, ed in questi casi, molto meglio che la moto sia sessantasei chili e mezzo(
![[Occhiolino] :wink:](./images/smilies/icon_wink.gif)
Lo stesso vale per una moderna enduro!Con la mia due tempi mi capita due o tre volte l'anno di "spararmi" i giri dello Jafferau, Sommelier,Assietta, partendo da casa, facendo anche in un giorno 250 km. di sterrato ed asfalto, con le tassellate da enduro e Vi garantisco che e' fattibilissimo, mantenendo ovviamente delle medie da "turista" sull'asfalto....
Temo invece che il discorso inverso sia piu' difficilmente attuabile, e cioe' di utilizzare una tranquilla scrambler da diporto per percorrere mulattiere piu' impegnative, ad un certo punto, se il sentiero diventa piu' difficile, bisognera' "gettare la spugna" a meno di non chiamarsi Knight o Blasuziak!
Anche se non lo "dice il dottore" di andarsi a "ficcare" nel brutto, se uno vuole percorrere delle sterrate di alta quota, a volte e' sufficente una Vespa per godersi dei panorami indimenticabili...
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Meno Internet e piu' Cabernet, ma anche il Dolcetto va bene lo stesso...
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Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Aurea mediocritas. In media stat virtus.
Insomma, prendere la moto e godersela, divertirsi lasciandosi andare, e godersi il suo ronfare o il suo miagolio cattivo a seconda dei casi, farla urlare o borbottare, il piacere sta nel fatto stesso che.. è divertente!![[Occhiolino] :wink:](./images/smilies/icon_wink.gif)
All'occasione, approfittare della pausa (stanchezza, sigaretta, quel che si vuole, anche un pretesto stupido) e guardarsi intorno. E guardare anche lei
Per vedere se è tutto a posto, o proprio perchè è bella. O soltanto perchè è piacevole farlo. Crea l'intimità con la moto, da sola è solo un assieme di plastiche metalli e cavi. Tu da solo sei un poveraccio che, per come è fatto, soltanto per il miracolo di un neurone particolarmente vivace non è in fondo alla catena alimentare. Insieme invece... beh, insieme siete qualcosa di formidabile, di unico e di irripetibile. E potete sfidare voi stessi, l'avversario più qualificato che ci sia.
Se non la si prendesse in considerazione, a vedere cosa c'è dietro la collina ci si potrebbe andare a dorso di mulo, avrebbe lo stesso senso. Cioè poco, se non per le strane alchimie di ciascuno.
Insomma, prendere la moto e godersela, divertirsi lasciandosi andare, e godersi il suo ronfare o il suo miagolio cattivo a seconda dei casi, farla urlare o borbottare, il piacere sta nel fatto stesso che.. è divertente!
![[Occhiolino] :wink:](./images/smilies/icon_wink.gif)
All'occasione, approfittare della pausa (stanchezza, sigaretta, quel che si vuole, anche un pretesto stupido) e guardarsi intorno. E guardare anche lei
![[Sorriso] :)](./images/smilies/staff_original7cx.gif)
Se non la si prendesse in considerazione, a vedere cosa c'è dietro la collina ci si potrebbe andare a dorso di mulo, avrebbe lo stesso senso. Cioè poco, se non per le strane alchimie di ciascuno.

Vetrate e vetri (fine e mezzo)
E tutte queste "sensazioni" si riescono ad apprezzare maggiormente quando si esce in moto da soli, meno "ingarellamenti", meno "casino" con gli amici, ci si gode la moto ed il viaggio....nolimit ha scritto:Aurea mediocritas. In media stat virtus.
Insomma, prendere la moto e godersela, divertirsi lasciandosi andare, e godersi il suo ronfare o il suo miagolio cattivo a seconda dei casi, farla urlare o borbottare, il piacere sta nel fatto stesso che.. è divertente!
All'occasione, approfittare della pausa (stanchezza, sigaretta, quel che si vuole, anche un pretesto stupido) e guardarsi intorno. E guardare anche leiPer vedere se è tutto a posto, o proprio perchè è bella. O soltanto perchè è piacevole farlo. Crea l'intimità con la moto, da sola è solo un assieme di plastiche metalli e cavi. Tu da solo sei un poveraccio che, per come è fatto, soltanto per il miracolo di un neurone particolarmente vivace non è in fondo alla catena alimentare. Insieme invece... beh, insieme siete qualcosa di formidabile, di unico e di irripetibile. E potete sfidare voi stessi, l'avversario più qualificato che ci sia.
Se non la si prendesse in considerazione, a vedere cosa c'è dietro la collina ci si potrebbe andare a dorso di mulo, avrebbe lo stesso senso. Cioè poco, se non per le strane alchimie di ciascuno.

Meno Internet e piu' Cabernet, ma anche il Dolcetto va bene lo stesso...
Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Penso che l'andar in moto, per un appassionato, sia una sorta di tonificante psico-fisico ...capace di rinvigorire sensazioni spesso sopite o difficilmente riscontrabili in altre forme di "svago".
In questo mistico connubio uomo-macchina, entrano in ballo innumerevoli fattori spazianti dall'esperienza maturata sino a giungere in ciò che ognuno di noi intenda cogliere dal suo personale "andar in moto"; con il passar degli anni, l'impetuosità nella guida lascia il posto alla meditazione paesaggistica e cura del mezzo, ritrovando se stessi al di fuori di rigidi schemi o imposizioni di sorta che caratterizzano l'attuale stile di vita.
Io l'essenza della moto, specie in solitaria, la intendo così; senza estremismi di sorta, ma cercando di assaporare il più possibile dai luoghi ove passo ...con qualche immancabile sosta e controllatina alla mia "amica meccanica"![[Sorriso] :)](./images/smilies/staff_original7cx.gif)
In questo mistico connubio uomo-macchina, entrano in ballo innumerevoli fattori spazianti dall'esperienza maturata sino a giungere in ciò che ognuno di noi intenda cogliere dal suo personale "andar in moto"; con il passar degli anni, l'impetuosità nella guida lascia il posto alla meditazione paesaggistica e cura del mezzo, ritrovando se stessi al di fuori di rigidi schemi o imposizioni di sorta che caratterizzano l'attuale stile di vita.
Io l'essenza della moto, specie in solitaria, la intendo così; senza estremismi di sorta, ma cercando di assaporare il più possibile dai luoghi ove passo ...con qualche immancabile sosta e controllatina alla mia "amica meccanica"
![[Sorriso] :)](./images/smilies/staff_original7cx.gif)
Alpi marittime - Massiccio del Mercantour (F) ![[Sorriso] :)](./images/smilies/staff_original7cx.gif)

![[Sorriso] :)](./images/smilies/staff_original7cx.gif)
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- Messaggi: 698
- Iscritto il: gio 14 ago, 2008 9:43 am
Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Entrambe le cose
La sfida non e' sempre la "belva da domare.
Anche chi cavalca la moto "facile e tranquilla" su percorsi a lei inadatti può farlo proprio per amore delle difficoltà e quindi viverlo come fine.
Per contro chi ha la moto più adatta al percorso magari segue solamente la sua voglia di vagabondaggio senza avere l'onere di sfidare qualcosa.
E' il motociclista che conta e non il mezzo.
La sfida non e' sempre la "belva da domare.
Anche chi cavalca la moto "facile e tranquilla" su percorsi a lei inadatti può farlo proprio per amore delle difficoltà e quindi viverlo come fine.
Per contro chi ha la moto più adatta al percorso magari segue solamente la sua voglia di vagabondaggio senza avere l'onere di sfidare qualcosa.
E' il motociclista che conta e non il mezzo.
Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Già.. Entrambe
La moto mi porta in luoghi dove non arriverei senza un mezzo. Poi lì mi fermo e mi gusto l' ambiente circostante. Sono in sella per arrivare sul monte, per poter vedere luoghi nuovi sconosciuti ai più.
Ma io volevo proprio lei.. Alta, scorbutica, scomoda, difficile anche da far partire. La moto di cui tutti parlavano (tra periferici
) ma che poi nessuno ha comprato, perchè nel frattempo è arrivata l hornet.
La moto de "Er murena" ( "Troppo forte", Verdone - Sordi 1986), quella che da piccolo la guardi e pensi "non toccherò mai su questa".
Poi, uscendo in fuoristrada, è diventata sempre più "il mezzo", di certo non il fine. Nessuno deve vedermi in montagna, non sono al bar.
A volte vorrei qualcosa di più leggero
, ma dopo la pausa, l' escursione, il panorama, la riaccendo e sento che è sempre "lei", beh.....
La moto mi porta in luoghi dove non arriverei senza un mezzo. Poi lì mi fermo e mi gusto l' ambiente circostante. Sono in sella per arrivare sul monte, per poter vedere luoghi nuovi sconosciuti ai più.
Ma io volevo proprio lei.. Alta, scorbutica, scomoda, difficile anche da far partire. La moto di cui tutti parlavano (tra periferici
![[Occhiolino] :wink:](./images/smilies/icon_wink.gif)
La moto de "Er murena" ( "Troppo forte", Verdone - Sordi 1986), quella che da piccolo la guardi e pensi "non toccherò mai su questa".
Poi, uscendo in fuoristrada, è diventata sempre più "il mezzo", di certo non il fine. Nessuno deve vedermi in montagna, non sono al bar.
A volte vorrei qualcosa di più leggero
![[LOL] :lol:](./images/smilies/icon_lol.gif)
barcollo ma non mollo
https://francescomartini2010.wordpress.com/
https://francescomartini2010.wordpress.com/
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- Messaggi: 698
- Iscritto il: gio 14 ago, 2008 9:43 am
Vetrate e vetri (fine e mezzo)
ttr ha scritto: La moto de "Er murena"
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![[Sogghigno] :mrgreen:](./images/smilies/icon_mrgreen.gif)
Vetrate e vetri (fine e mezzo)
Ahoooo, anvedi questo!Ce sta' pure er murena, annamo bbene....
Pero' e' vero, ci lamentiamo delle moto alte, che ci mettono in difficolta'....pero' poi ce le compriamo!
Le donne "vistose" sono quelle che guardiamo tutti......W le bbiondeee!
Come dice Lucchinelli, la moto deve fumare, bere e sculettare come una t....a (Trd. trota!)![[Sogghigno] :mrgreen:](./images/smilies/icon_mrgreen.gif)
![[Sogghigno] :mrgreen:](./images/smilies/icon_mrgreen.gif)
Pero' e' vero, ci lamentiamo delle moto alte, che ci mettono in difficolta'....pero' poi ce le compriamo!
Le donne "vistose" sono quelle che guardiamo tutti......W le bbiondeee!
![[Occhiolino] :wink:](./images/smilies/icon_wink.gif)
Come dice Lucchinelli, la moto deve fumare, bere e sculettare come una t....a (Trd. trota!)
![[Sogghigno] :mrgreen:](./images/smilies/icon_mrgreen.gif)

Meno Internet e piu' Cabernet, ma anche il Dolcetto va bene lo stesso...