Orbene è un anno che latito nascosta tra le virtuali mura di un ipotetico bar ma da sempre la sezione “moto-cultura e società” mi "prende”
Nonostante il proposito di starmene buona in zona cazzeggio qualche eccezione la ho dovuta fare.
La fotografia è entrata prepotentemente nei miei desideri;
nel momento che un paio di foto mi hanno trasmesso emozione mi si è scatenato il desiderio di capire perché centinaia di scatti mi lasciano indifferente e poche inquadrature invece mi piacciono tanto, così ho sguinzagliato il motore di ricerca.
Comprendere cosa piace predispone ad atteggiamenti consoni; capire cosa non piace spinge a cercare di evitare le cose sgradevoli e se non è possibile ... magari a modificarle
![[Occhiolino] ;)](./images/smilies/icon_wink.gif)
Credo sarà difficile inserisca in moto-filosofia perché mi vergogno e sono gelosa di pensieri che sento estremamente intimi, più probabile mi lasci tentare da hobby e altri interessi anche se ora come ora non ne ho voglia.
Motomedicina ... è solo un annetto che lo guardo, lo leggo e mi trattengo.
Non ho molto da dire e sopratutto non sono un'esperta, vorrei solo spezzare una lancia in favore dell'argilla.
Un'evasione come questa (personale pillola di motofilosofia) può causare traumi ed io non ho trovato niente che superi in efficacia e velocità l'argilla.
Faccio una divagazione: pochi mesi fa al lavoro ho avuto come uno stiramento ad un muscolo del braccio, niente di grave però doloroso al punto da costringermi a lavorare più possibile di sinistro per risparmiare l'arto destro. A casa ho applicato il cataplasma, ero sicura che l'argilla non avrebbe funzionato perché non si trattava di una contusione o un'ustione (ampiamente sperimentati) ma il dolore è dolore e non avevo niente da perdere.
La mia sorpresa è stata veramente grande nel constatare che il dolore è passato in poche ore.
Ustioni ... 3 anni fa mi sono scottata con il tubo di scappamento del nevada ... insomma ci sono degli argomenti TABU !
![[Occhi al cielo] :roll:](./images/smilies/icon_rolleyes.gif)
Tra gli argomenti tabu si annoverano la politica, il tifo calcistico, la religione e ... anche la medicina alternativa.
Io non accetto "alternativa" come termine perché per me alternativa è la medicina ufficiale che da poco più di cento anni ha rimpiazzato la medicina tradizionale il cui bagaglio culturale di secoli è andato parzialmente perduto ma questa è una mia opinione personale.
Gli argomenti tabù sono quelle idee/convinzioni che è vivamente consigliabile tenersi per se per non scatenare un vespaio di discussioni concitate e a volte sgradevoli ... però quanto male fa il tubo di scappamento di una moto, quanto male fanno botte, infiammazioni e ferite ... insomma è solo un anno che sto li a valutare se inserire o no e ora mi sono detta che mi sento colpevole a non far partecipi di qualcosa che può portare sollievo considerando che a chi legge e ha la mia stessa esperienza non faccio niente di male, non sono qui per imporre a coloro con convinzioni diverse ma solo per portare un'esperienza personale e basta, se invece venissi letta da qualcuno che non lo sa e gli interessa ...
il conoscere da un'emozione particolare, di fatto aggiunge libertà di scelta.
A complemento di problematiche motociclistiche non gravi aggiungerei il miele e l'olio di rosa mosqueta cilena rispettivamente per la cura di ferite infette e per il trattamento di cicatrici anche di grandi dimensioni, ma poi volendo c’è anche dell’altro, c’è un mondo!
Nuovamente imploro perdono per l’inserimento poiché probabilmente a spingermi è la mia fastidiosissima psiche anarchica che viene allettata dal non vedere fisicamente la moderazione
![[Occhiolino] ;)](./images/smilies/icon_wink.gif)
e non ci posso far niente, non riesco a scrivere se non faccio divagazioni!
![[Imbarazzato] :oops:](./images/smilies/icon_redface.gif)
“Queste strade” così lontane (a volte fisicamente ma soprattutto concettualmente) da quelle che sono divenute le normali vie di utilizzo hanno un fascino che non riesce ad essere contenuto nell’animo e mi pare scoppi lacerandomi internamente con emozioni, sensazioni, brividi, paure, contemplazione, meraviglia, incredulità e amore di intensità incontenibile (altra pillola di motofilosofia personale)
Queste strade che alcuni percorrono a piedi, in bici o in moto pagando un prezzo elevato in fatica e correndo a volte grossi rischi manifestano il desiderio di uscire anche un po’ dagli schemi, dal facile e convenzionale, desiderio di esplorazione e di conoscenze e/ o riappropriazione di quello che è, che è li da sempre ed è stato dimenticato insieme ad una cultura a misura d’uomo, quindi se la mentalità c’è … perché non farlo anche con la medicina?
Motomedicina, chiedilo all'esperto
Moderatori: Nessuno
A me Ulisse è sempre stato esageratamente simpatico, gli chiedo quindi di cancellare questo mio intervento nel caso venga a ledere e/o offendere anche un solo lettore.
Una lepre nordica.