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da VALCHISUN » sab 30 gen, 2010 4:30 pm
Il Guzzi 8 cilindri rimane fino adesso la massima espressione di tecnologia applicata ad una motocicletta, il propulsore, progettato dall'ingegner Giulio Cesare Carcano debutto' nelle corse nel 1955, purtroppo cesso' la sua breve vita agonistica ed il suo sviluppo troppo presto, in quanto la Moto Guzzi, la Mondial e la Gilera, decisero di comune accordo di ritirarsi dal mondo delle corse con la finta motivazione di indiscussa superiorita' della tecnologia italiana nelle gare di velocita', in realta' il vero motivo del ritiro fu i costi di gestione dell'attivita' sportiva in un periodo di crisi del mercato motociclistico!Il motore era un otto cilindri quattro tempi a V di 90°, bialbero per bancata, con una cilindrata unitaria d soli 62 cm. cubici per un totale di 500 cm. cubici, il piu' alto frazionamento mai tentato nel motociclismo classe 500, raffreddato ad acqua con due valvole per cilindro!Il propulsore, nella versione definitiva, faceva segnare una potenza massima di 78 cv pari ad una potenza specifica di ben 156cv/l., spingendo la moto ad una velocita massima di 285 km./h.il cambio era a sei rapporti, ma la notevole elasticita' del motore permise di adottare una cambio a sole quattro marce nella versione definitiva!
La 8 cilindri si aggiudico' numerosi record di velocita' ed alcuni piazzamenti nella poche gare a cui partecipo' con il suo storico pilota, l'inglese Bill Lomas, scomparso recentemente!
Una delle difficolta' piu' grandi che si incontrarono nella realizzazione del propulsore fu la realizzazione da parte della DellOrto di 8 carburatori piccolisssimi prima da 20 mm. e poi da 21 nella versione definitiva che dovevano essere alloggiati all'interno della V dei cilindri e con delle levette di sincronizzazione!
Nel 1957, il solo albero motore della V8, costruito con macchinari di altissima precisione da maestranze super specializzate e con materiali di elevato pregio, costava alla Moto Guzzi l'astronomica cifra di un milione di Lire,pari a circa 40.000 Euro attuali, ovvero il corrispettivo a listino di venti ciclomotori dell'epoca!
Il motore era alquanto delicato, in quanto la grande modernita' del progetto doveva confrontarsi pero' con materiali non altrettanto avanzati, causa numerosi problemi di affidabilita', inoltre l'elevata potenza del motore metteva in crisi il telaio in tubi!Il motore era alquanto delicato, nella gare spesso la moto segnava il miglior tempo sul giro, ma altrettanto spesso era costretta al ritiro per guasti meccanici dovuti all'eccessivo stress dei materiali!A tutto cio' deve aggiungersi l'ineguatezza per le doti dinamiche del motociclo degli pneumatici dell'epoca!
Un motore che fosse stato supportato da uno sviluppo adeguato, avrebbe creato un divario tecnologico incolmabile con le altre marche produttici di
motociclette per parecchi anni a venire......Un altra occasione mancata!

Meno Internet e piu' Cabernet, ma anche il Dolcetto va bene lo stesso...