Messaggio
da angelofarina » mar 01 feb, 2011 12:24 pm
Ai miei tempi giovanili (anni '70), a parte KTM e Fantic, le moto da regolarita' eran tutte cosi', fatte "in casa" da artigiani, montando pero' motori di larga diffusione (il mitico Sachs 125 GS) e componenti "standard" (forcelle Marzocchi o Ceriani, cerchi Akront, mozzi Grimeca, catena Regina, etc.).
Quindi per le parti meccaniche qualunque ricambista aveva (ed HA ANCORA!) i ricambi, mentre per il telaio, andavi dal saldatore locale a fartelo aggiustare.
Il problema erano serbatorio, parafanghi e tabelle portanumero. Se ne trovavano "after market" similari, ma se uno voleva gli originali, doveva sperare che in ditta ne avessero ancora...
Io nel 1974 acquistai, usata, una Mazzilli 125, alla quali rompetti subito i parafanghi e varie parti del telaio, nonche' dovetti cambiare la crociera dle cambio e vari pistoni...
Alla fine l'estetica era stata gravemente rovinata dallinstallazione di parafanghi e tabelle portanumero non originali, ma per la parte meccanica non c'erano problemi (a parte il costo, che per un sedicenne dell'epoca era un bagno di sangue, con la paghetta settimanale a 10.000 lire)...
Per la Borile Multiuso, dunque, si verifichera' una situazione simile a quella della mia gloriosa Mazzilli: il motore e' diffuso e non ci saranno problemi per i ricambi, idem per sospensioni, freni e ruote, il telaio richiedera' la "cura" di un bravo saldatore (l'alluminio non lo sanno mica saldare tutti...), e per i ricambi "estetici" si spera che Borile terra' un sufficiente magazzino ricambi...
Ma ripeto, anche se oggi sembra una anomalia, un tempo le moto italiane da regolarita' erano tutte prodotte da artigiani in piccola serie: Ancillotti, Gori, Villa, Mondial, Cimatti, Aspes, e chissa' quante me ne scordo...