Sono in crisi di astinenza da moto, ho dedicato la luna di miele alla mia dolce metà, così non ho foto da farvi vedere, se non quelle del matrimonio, che è andato da Dio!
Questo è il mio palazzo la mattina del 15/12:
Scherzo, è il palazzo che viedo da casa mia
Potevamo stupirvi con effetti speciali, e così è stato; come si dice “sposa bagnata, sposa fortunata, sposa innevata sposa super fortunata!!!!!!!”. Giusto quei 5 cm in città, una spolveratina di bianco per un giorno speciale, ma sole splendido.
Eccomi come non mi avete mai visto:
Ma quanto sono figo? (In realtà era la mia controfigura!)
Ma forse voi preferite la sposa, e non vi do torto:
Bellissima vero?
Ohhh, basta guardare, che geloso sono!!!!!!
Qui la firma, ormai sono fregato:
Piccioncini:
Certo non si può dire che questo matrimonio sia ancora da consumare, guardate che “squadra”:
Dopo la cerimonia siamo andati al ristorante.
Mia mamma si era offerta di procurarci una auto sciccosa, d’epoca o una lussuosa berlina moderna (lavora in una concessionaria): manie di grandezza, ma la mia sposa ha preferito l’understatement e siamo andati al ristorante sulla Jeep Cherockee di mio cognato, vecchia di 20 anni: per l’occasione l’aveva lavata e smontato il portapacchi del tetto!
Ma mia mamma è riuscita lo stesso a fare la tamarrata, bontà sua, le voglio bene:
Un aereo da turismo che ha sorvolato in lungo e in largo il ristorante, facendo looping, backflip, sorvoli a bassa quota e tracciando con i fumogeni un cuore in cielo!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma come non l’avete visto?
Questa era la dama più ammirata e contesa della festa, peccato sia tutta mia:
VIAGGIO DI NOZZE
Verdone avrebbe potuto farci un film!
Prima di partire ho dichiarato, per rassicurare la famiglia: “In vita mia ho volato decine di volte per lavoro e piacere, mai perso un bagaglio!”. E ovviamente stavolta l’ho perso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
L’aereo l’avevamo a Treviso, in tangenziale a Mestre un’ora di coda rischiava difarci rimanere a terra, in aeroporto siamo stati gli ultimi a salire nel jet, tra passeggini, borse, borsette ho lasciato all’ultimo check-in tutta la borsa di Benedetta!
OK, è stata una ottima scusa per mia moglie per darsi allo Shopping sfrenato.
A Praga la temperatura non ha mai superato lo 0°, e in cielo non si è mai visto il sole; ogni tanto nevischiava.
Parafrasando Totò, io sono un uomo di mondo, ho viaggiato all’est e una certa esperienza di condizioni laide me la sono fatta: mia moglie NO!
Il nostro appartamento era in zona centro, ma secondo il metro delle grandi città: 10 minuti di filobus; non era zona turistica, ma un quartiere residenziale, probabilmente operaio od ex, viste le fabbriche dimesse nei dintorni. Ceco al 100% con tutte le conseguenze: vie sporche, edifici cadenti, negozi, servizi, ristoranti dove menù o etichette/insegne in inglese manco l’ombra, e commessi/impiegati nemmeno.
L’appartamento era pulito, per gli standard sovietici, non per quelli di una infermiera: avreste dovuto vederla a cercare disinfettanti in una bottega di quartiere praghese!
Io invece, andavo alla banca a fare il cambio valute, in una settimana sono stato il solo cliente di cambiavalute: martedì avevo il progressivo 602, venerdì il 603!!!!! Grande movimento di turisti in zona!!!!
Da non sottovalutare le difficoltà di spostamento: provate voi a montare sul filobus con un passeggino e il bebè, tenendo l’occhio gli altri 2 ragazzi che non avevano mai preso simili mezzi, e se non ero lesto a spronarli quelli sarebbero ancora a girare nelal rete tranviaria di Praga, tanto restavano imbambolati davanti alle porte a soffietto, alla calca di gente, ecc. ecc..
Per non parlare del cibo: io, memore di tragiche esperienze di gioventù, al ristorante andavo di gulasch e minestre di verdure, i miei famigliari quasi sempre si arrischiavano a ordinare “pizza/pasta italiana”!
Tutto bene comunque, ha fatto parte del gioco!
Qualche foto:
Piazza San Venceslao, -2, prima della ritirata in un centro commerciale:
Piazza Vecchia, la milionesima cioccolata del giorno:
Autoscatto sul ponte Carlo:
Ciao
Alves