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Umbria: il grande ritorno!
Lunedì 26 ottobre Part five!
Dopo tre giorni di enduro sono abbastanza affaticato e sento il bisogno di recuperare un po' di forze.
Per di più la giornata si presenta grigia e non è detto che non piova. Così decido di dedicarmi un po' alla manutenzione del mezzo
e di prendermi un giorno di ferie tra le ferie!
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La sera appuntamento con Stefano e Florance per una cena a base di pappardelle al sugo di cinghiale e grigliata mista come secondo
e mettersi d'accordo per l'uscita del giorno dopo.

![[Un fiore per te] :flowerysmile:](./images/smilies/slider_flowerysmile.gif)
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e come guida il grande Pepperuzzola!
![[Sorrisone] :D](./images/smilies/icon_biggrin.gif)
Umbria: il grande ritorno!
Martedì 27 ottobre Part six!
La giornata di oggi doveva essere il "clou" della mia permanenza in Umbria. Innanzi tutto il piacere di endurare nuovamente con
Stefano e Florance dopo la visita di quest'estate in Veneto, nonché rivedere Pepperuzzola dopo due anni che mancavo da qui,
ed il privilegio di averlo come guida.
Pepperuzzola

Tutto comincia per il meglio. Si parte verso le dieci con un percorso veloce, tutto quel che ci vuole come riscaldamento:
qualche sasso smosso, qualche scalino, un po' di single track nel bosco, un ghiaione in discesa.
Betaflò.

Un bel ghiaione. La pendenza è notevole. A quel che dicono in certi proprio difficile ripartire se ci si ferma.
Come sempre 'ste maledette macchine fotografiche appiattiscono tutto. Va beh, comunque le cose stanno
come ve le descrivo
![[Sogghigno] :mrgreen:](./images/smilies/icon_mrgreen.gif)



Pepperuzzola e Stefano "s.pazz" (col casco).

Fino a qui tutto bene! Tutto bene sì e no... comincio ad aver le spalle indolenzite... forse sono un tantino teso.
Poi tocca agli avambracci. Va beh mi dico, il tutto passerà con qualche sterrato scorrevole.
Ed invece è la mia giornata NO! Sta per arrivare La mia CAPORETTO!
Arriviamo all'inizio di un single track dove come premessa mi è stato detto che c'erano tre, quattro strappetti un po' impegnativi.
Il primo consisteva nel superare uno scoglio di pietra di circa tre metri. Fin qui tutto ok, no problem.
Il secondo consisteva in una ripida salita dentro una canaletta in uscita di curva a gomito, a sx. Qui primo problema: mi pianto.
Bisogna tornare indietro per riprovarci. La moto non ne vuol sapere di ripartire neanche dopo essermi spolmonato non so quante
volte a pigiare sulla pedalina d'avviamento. Non ho più fiato, ma ho delle candele nuove. Cambio candela ed al primo colpo si accende.
Ci riprovo, ma col risultato di prima: sono cotto. Stefano mi da una mano e sfrizionando riesce a portala su.
La salita continua ripida nella canaletta e mi aspetto da un momento all'altro di trovarmi il "famigerato" scalino (radice) in uscita
di curva. Lo passo e sono contento. Ora aspetto il successivo con due radici a scalini sempre in uscita di curva. Passo il primo e sul
secondo mi pianto, ma per poco. Comunque anche questo passa. Ora dopo una curva secca a sx c'è un salitone sempre dentro una
canaletta, ma questa volta è veramente più ripido. OneTwoFive da tutto quello che ha in corpo. Sfriziono come un dannato; lei sale,
zampetto, c..o indietro, s'impenna, io non ci sono più, ma punto diritto a dove finisce. Poi perdo qualche giro e lì è la mia fine.
Non ce la faccio più. Arriva Stefano; ancora sfrizionate urlanti (così avrebbe potuto descriverle il nostro grande Filippo Tommaso
Marinetti).
La porta là dove avrei dovuto portala io. Ho fatto una fatica bestia a risalire quella rampa a piedi. Stremato, pressione a zero, in
calo di zuccheri e sudato come mai, mi arrendo per un buon quarto d'ora, ma in quelle condizioni non potevo ripartire.
Si riparte. Accendo la moto ...e ...la frizione è bruciata, andata, inesistente. Fine della partita!
Fine della partita per me, ma non per Stefano che vedendo quanto ero sfinito, al punto di dover fermarmi ogni cinque sei metri, mi
passa la sua moto e si propone di portarla (spingendola) fino a dove comincia la discesa che ininterrottamente ci riporta sull'asfalto.
Purtroppo non era un tratto così breve come preventivato.
Per fortuna che Florance, la sua compagna, gli va incontro con una corda per trainare la moto.
Ecco, non sono mai stato così male moralmente nel saper quanto stavano tribolando i miei amici a causa del mio cedimento psico-fisico!.
Non so proprio come ringraziarli, ma so che mi ricorderò per sempre quanto accaduto e quanto valga l'amicizia! E la solidarietà tra enduristi.
Un altro serio colpo l'ho preso sia al morale che nel mio amor proprio. Per la prima volta mi son chiesto se sarei ancora in grado di
gestire OneTwoFive sul brutto. Certo che è una bella bestiola, ma talmente difficile da portare in determinati frangenti!
Volente o nolente il fisico ha ceduto brutalmente ed inaspettatamente più del solito, ed il fisico, oltre al manico (che è quel che è), è quello
che fa la differenza con questa moto. Ora ho un sacco di tarli che mi rodono lo spirito. Ed il solo pensiero di metterla in pensione mi crea
un sacco di confusione interiore. Credo sinceramente che non ce la farò mai. LEI è LEI e lo sa.
OneTwoFive: la grinta.

OneTwoFive: lo charme

Riportata la moto col furgone, abbiamo pranzato a casa di Pepperuzzola a base di prelibatezze locali. Grazie a Peppe e consorte per la squisita ospitalità!
![[Sorrisone] :-D](./images/smilies/icon_biggrin.gif)
Mentre i miei tre amici hanno ripreso a girare verso le tre del pomeriggio, io mi recavo a Fabriano da Ragni Moto (concessionario Honda
e Beta), dove mi aspettavano per sostituirmi la frizione bruciata.
Che dire se non che sono stati efficientissimi e gentilissimi intervenendo in un tempo da record! Grazie ancora!
Rientrato a casa e fatta una doccia, riparto nuovamente per cenare con Florance e Stefano che ringrazio ancora di cuore per quanto fatto!
Ragazzi, meritate almeno due damigiane di quel buon "Prosecco dell'endurista" (quello con i sali rigeneranti)!
![[Sogghigno] :mrgreen:](./images/smilies/icon_mrgreen.gif)
Sì, ma poi attenti alle salite!

Ciao, a domani!
CON TI NUA... CON TI NUA... CON TI NUA... CON TI NUA...