L'assassino torna sempre sul luogo del delitto, e il motoalpinista su quello del motoraduno.
Sia quel che sia, sarà stato il ricordo della bellissima due giorni di Luglio, o il richiamo dei tortelli di patate, non ho saputo resistere all'invito di Yoshi. Lo scorso Sabato pomeriggio ho farcito la Serena con la mula incaprettata come da vecchio post e sono partito. Si, stavolta niente cavalcata romantica, diciamo per via delle giornate più corte.
Purtroppo stavolta Ciccio, Husqvarna & Co. non ce l'hanno fatta a venire, per cui mi son trovato ad essere l'unica guest star della "gita" nel Casentino, come la definisce Yoshi. Poco male, è difficile non sentirsi a casa propria in Toscana.
Viaggio solitario ma piacevole, buona musica, l'A1 può essere una bella esperienza tra Lazio, Umbria e Toscana, in una giornata soleggiata e poco trafficata.
E' bello rivedere Yoshi, fare la conoscenza del resto della sua famiglia: quattro generazioni mi passano davanti senza che li per li me ne renda conto! So che suona banale dirlo, ma la sera dopo quando mi rimetto in cammino mi sembra di salutare amici di una vita. Non aggiungo altro, se non un grazie dal profondo del cuore per l'ospitalità e l'affetto di cui mi son sentito circondato.
Torniamo alle moto. La mattina ci svegliamo di buon ora ma, tra defezioni e ritardi, partiamo mezz'ora dopo il previsto.
Rivedo con piacere il mitico Patrizio (Patrta) e la sua inarrestabile alpetta, faccio la conoscenza de visu di Luftwaffe, che esibisce una Alp 4 rossa nuova di pacca, ancorché modello 2007. C'è anche un Tricker, quello di Ivo, e mi dico: "Oggi percorso tranquillo..."
![[Figo] 8)](./images/smilies/icon_cool.gif)
![[Triste] :(](./images/smilies/icon_sad.gif)
Metto subito le mani avanti: il ritardo e i molti Km in programma hanno portato ad una andatura meno rilassata del solito, che ha penalizzato le foto e la capacità di assimilare e ricordare il percorso, per cui lascio a Yoshi fornire una descrizione del tragitto.
All'inizio c'e' di nuovo il buon Gianni a guidarci con la sua CRF 230, per un dedalo di sentieri che solo lui conosce. Ci saluta a Pontassieve, e assieme a lui se ne tornano anche alcuni enduristi un po' insofferenti dell'andatura rilassata (ma non troppo, dal mio punto di vista...). Qualcuno neanche ci arriva a Pontassieve, un DRZ 400 si ferma nel bosco per problemi elettrici. Queste robe tecnologiche...!
![[Occhiolino] ;)](./images/smilies/icon_wink.gif)
Trasferimento su asfalto fino a Rufina, dove ci attende un altro gruppetto, tra cui Riccardo con un altro Tricker.
Poi iniziano le mule "giuste", quelle in cui per qualche motivo gli enduro non sentono più l'impellenza di superarmi.
![[Figo] 8)](./images/smilies/icon_cool.gif)
Alla fine di una sono cosi esausto che frano fantozzianamente nella piazzola dove il gruppo è in attesa.
Entriamo nella provincia di Arezzo: siamo nel Casentino, praticamente un bosco sterminato creato dal buon Dio per la gioia dei motoappenninisti. Dopo un numero di sentieri che non tento neanche di ricordare siamo a Camaldoli, in una maestosa foresta dove ci attende il ristorante ed i tortelli di patate.
Ripartiamo satolli e appagati. Forse un po' troppo appagati: alla prima mula da meditazione altri 3 enduro si convertono ai piaceri dell'asfalto e salutano il gruppo. Resta una faccenda quasi esclusiva per Alp e Tricker. Alterniamo tratti boscosi con zone in cui i boscaioli hanno lasciato dietro solo radi alberelli ed un numero considerevole di tronchetti sparsi sul tracciato, giusto per stimolare l'attenzione del guidatore...
Qualche piccola complicazione ci deriva dal sole, che per qualche motivo è riuscito a rimanerci negli occhi per tutta la giornata. Misteri delle trigonometrie astrali. Sta di fatto che ci seguiamo l'un l'altro sperando che il primo sappia dove sta andando. Il che non è sempre vero. Yoshi ad esempio ad un certo punto non nota una curva e sparisce nel fogliame. Niente di grave, quando emergiamo sulle sommità dei monti il sole caldo ci ripaga abbondantemente regalandoci immagini stupende dei boschi sottostanti, a cavallo tra Casentino e Mugello.
Nel rosso della sera che si mescola ai primo colori dell'autunno ci riavviamo verso casa. Non prima di aver fatto una sosta per gustare un prosecco nella bella villa collinare di Riccardo, cosi brutti sporchi e sudati come eravamo. Sennò uno che le fa a fare le escursioni in Toscana...?!
![[Occhiolino] ;)](./images/smilies/icon_wink.gif)
QUALCHE CONSIDERAZIONE TECNICA
Ho avuto modo di provare entrambi i Tricker, uno con gomme originali l'altro con tasselli piu' pronunciati, sia su asfalto che su discrete mulattiere. Sono stato colpito dalla estrema facilità d'uso, derivante da un motore "elettrico" che ha una erogazione dolcissima e progressiva, pur sapendo però tirar fuori una buona potenza anche in alto, a tutto vantaggio dell'uso stradale.
L'Alpetta a confronto sembra un ruvido enduro, ma esaurita la spinta iniziale ha ben poco da offrire agli alti. Decisamente superiore all'Alp anche le sospensioni, che in condizioni non esasperate assorbono bene le asperità del terreno.
Le dolenti note sono tutte nell'impostazione ciclistica. La guida seduta è per me eccessivamente affossata, al punto che il passaggio a quella in piedi, naturale nella pur bassa Alpetta, con la Tricker diventa alla lunga una fatica aggiuntiva. Le ruote piccole pagano un prezzo modesto nella trazione in condizioni estreme, e a mio avviso uno più grande nella stabilità dell'avantreno. Sono considerazioni ovviamente molto personali ed influenzate dall'abitudine, sta di fatto che dopo un po' sentivo la necessità di tornare alla vecchia mula, e probabilmente Ivo e Riccardo altrettanto...
![[Sorriso] :)](./images/smilies/staff_original7cx.gif)
A proposito di Alpetta, stavolta non mi son fatto fregare e son venuto col pignone da 13. Lo trovo molto utile in off perché rende la seconda utilizzabilissima anche in situazioni impegnative, mentre la prima diventa l'asso nella manica quando le cose si mettono male. Un pianto invece la forcella: avevo ancora il SAE 5, decisamente troppo fluido. Risultato: fatica del diavolo per i saltellamenti nelle discese impegnative, assorbimento insufficiente per gli ostacoli improvvisi, e forcella a tampone come niente.
Ora finalmente ho rimesso un buon SAE 10, ed ho sostituito lo spessore con una molla aggiuntiva: forse non è ancora di dimensione e spessore sufficiente, ma l'insieme funziona adesso accettabilemente.
QUALCHE FOTO

Ivo emerge possente dal baratro

Altri hanno bisogno di una spintarella



Luftwaffe e Yoshi




L'Alpetta spessorata di Yoshi, lui in persona e il mitico Patrta

Lo scrivente, non ancora in posizione del tutto eretta, Joshi e Ivo

Riccardo e Patrta